mercoledì 24 aprile 2013

Le Streghe di Salem

Titolo Originale: The Lords of Salem
Regia: Rob Zombie
Sceneggiatura: Rob Zombie
Produttori: Jason Blum, Andy Gould, Oren Peli, Steven Schneider, Rob Zombie
Interpreti: Sheri Moon Zombie, Meg Foster, Dee Wallace, Ken Foree, Jeff Daniel Phillips, Bruce Davison
Anno: 2012
Nazionalità: USA, Canada, Regno Unito
Durata: 101 min. ca

Heidi è una giovane dj che lavora nella radio locale della cittadina di Salem, un giorno le viene inviato un vinile proveniente da una misteriosa band che si fa chiamare "I Signori", presa dalla curiosità Heidi ascolta il disco e da quel momento qualcosa di strano accade in lei; la ragazza inizia ad essere perseguitata da visioni di orrende e malvage streghe che 600 anni prima erano state arse vive sul rogo proprio a Salem, ma perchè ora ce l'hanno con la ragazza? Heidi sta impazzendo o le streghe stanno veramente per tornare e consumare la loro atroce vendetta?.


E' davvero difficile recensire questo film dal momento che si tratta di una delle pellicole più strane e deliranti che abbia mai visto; io adoro Rob Zombie e posso affermare che visivamente questo è il suo film più bello, il resto è sicuramente valido, ma di certo non è ai livelli delle sue precedenti opere.
In questo film Rob ha voluto omaggiare diverse correnti e tipoligie di cinema horror, c'è tutto, si passa da Kubrick per la "lentezza" di alcune scene,  una finta lentezza perchè la tensione è sempre ai massimi livelli, da Polanski, con un paio di sequenze che omaggiano il cult "Rosemary's Baby, da Mario Bava con la scena del rogo delle streghe che ricorda molto "La maschera del demonio" fino a Fulci; insomma una vera e propria celebrazione dell'horror americano e non, dei gloriosi anni 70, il tutto condito con una carica blasfema così prorompente che lascia senza fiato, Rob è spietato da questo punto di vista e non risparmia nulla, insulti alla figura di Dio, della Madonna, immagini religiose dissacrate senza remore, demoni vestiti come il Papa che si masturbano indisturbati, preti che si fanno spompinare con gusto, insomma di certo chi è molto religioso potrebbe restare turbato dalla visione di questo film, io che personalmente ho sempre avuto in antipatia chiesa e religioni varie, mi sono alquanto divertito durante tali sequenze e va comunque detto che le scene che ho appena descritto non sono mai gratuite, mai buttate li a caso, ma sono sempre funzionali alla storia, storia che può essere vista sia come quella di un horror demoniaco, ma anche come un vero e proprio dramma e questo dramma riguarda la protagonista Heidi (una strepitosa e sempre bellissima Sheri Moon), una  ragazza che è appena uscita dal tunnel della droga, ma vive sempre nella costante paura di ricascarci ed è proprio su questo aspetto che Rob basa tutta la pellicola, sul lento e agonizzante procedere di Heidi verso la follia e verso l'inferno, un inferno che forse non è poi così lontano, un inferno che si cela dietro le più rassicuranti figure che circondano la protagonista, figure come le tre care vecchiette che vivono nel condominio di Heidi e che sembrano avere un'attenzione quasi morbosa per la giovane donna e qui Rob ci vuole dire che il male si può celare ovunque, non si è mai al sicuro, ne nella propria casa e nemmeno in chiesa, come scoprirà Heidi a sue spese.
Il resto dei personaggi è piuttosto classico, si va dall'amico della ragazza segretamente innamorato di quest'ultima, dall'esperto di occultismo un po' imbranato fino alla combriccola di streghe, le quali sono il vero punto di forza del film; dimenticatevi le zoccolette pulite e tirate a lucido del telefilm "Streghe" o della Charlize Theron di "Biancaneve e il cacciatore", le streghe di Rob sono brutte, sporche, rozze e spaventose, su tutte una terrificante e bravissima Meg Foster che ci regala un personaggio di pura malvagità e depravazione (la scena col neonato è di una cattiveria unica).
La cosa che sorprende di questo "Lords of Salem" è che sostanzialmente nel film non accade quasi nulla, le scene più eclatanti riguardano quasi sempre i flash-back, il resto è un lento procedere verso non si sa bene cosa, già perchè il finale può essere aperto a mille interpretazioni, è talmente delirante è visionario che mi risulta difficile spiegralo, per provare a capirlo bisogna vederlo, anche se durante i titoli di coda, viene spiegato, in modo assai singolare, che cosa sia successo nella città di Salem e cosa quelle folli immagini hanno voluto dire.
Ancora una volta il grande Rob dimostra di avere un enorme talento dietro la macchina da presa che questa volta usa in modo diverso rispetto al solito, con carrellate lente di Kubrickiana memoria e non con quel taglio iper-realistico che invece ha sempre usato nelle sue precedenti opere (su tutti La casa del diavolo e Halloween II).
In cosa quindi questo film sarebbe meno bello degli altri lavori di Robertone? Beh a detta di chi scrive l'argomento, seppur interessante, non è minimamente paragonabile, come impatto e intensità al dittico dei Firefly e soprattutto al dittico su Michael Myers, ma questi sono gusti personali che fanno di me una vera mosca bianca dato che considero proprio i due Halloween (film da alcuni criticati) i suoi lavori più straordinari, ma ad ogni modo queste "Streghe" è un film che consiglio se non altro per vedere l'evoluzione di quello che è senza ombra di dubbio, uno dei registi horror più bravi degli ultimi anni e ultimo, ma non ultimo, per ammirarne il coraggio perchè forse i tempi sono cambiati, c'è meno bigottismo e ciò è dimostrato dal fatto che il film, incredibilmente, non ha subito tagli e nemmeno grosse polemiche il che non può che farmi piacere, ma nonostante tutto, ancora oggi se si prende di mira un'istituzione potente come la chiesa e la religione si rischia sempre un pò, ma Rob se ne è fregato altamente, è andato dritto per la sua strada ed è anche questo che, a parer mio, lo rende un grande.
Quindi in conclusione mi sento di poter dire tranquillamente che il film è valido e che merita di essere visto e che, a conti fatti, l'unica cosa brutta diretta da Rob è l'episodio di CSI Miami, ma non è colpa sua, è proprio quel telefilm che di per se è una cacca XD.
Quindi dico ancora una volta GO ROB GO!!!!




mercoledì 10 aprile 2013

Refn e Gosling di nuovo insieme, e noi italiani li vediamo per primi

E' con immensa gioia che informo che il nuovo attesissimo film del grande Nicolas Winding Refn "Only God Forgive" uscirà in Italia il  23 maggio, in contemporanea con l'uscita al festival di Cannes, quindi noi italiani vedremo la pellicola due mesi prima degli americani.

Una volta tanto, siamo noi italiani ad avere la meglio sulle distribuzioni.

Il film rivede uniti ancora una volta il regista Refn con l'attore Ryan Gosling dopo l'ottimo "Drive"

Ora vi lascio col trailer del film che si preannuncia davvero fantastico.



giovedì 4 aprile 2013

Hitchcock

Titolo Originale: ID
Regia: Sacha Gervasi
Sceneggiatura: John J. McLaughlin tratta dal romanzo di Stephen Rebello
Produttori: Alan Barnette, Joe Medjuck, Tom Pollock, Ivan Reitman, Tom Thayer
Interpreti: Anthony Hopknis, Helen Mirren, Scarlett Johansson, Jessica Biel, Michael Wincott, Danny Huston, Toni Collette, James D'Arcy
Anno: 2012
Nazionalità: USA 
Durata: 98 min. ca

Reduce dal successo di "Intrigo internazionale" il celebre regista Alfred Hitchcock è alla ricerca del suo prossimo progetto ed è così che si imbatte in un romanzo intitolato "Psycho". La storia è così inquietante ed estrema che il regista ne resta affascinato e decide di farne un film, ma questo gli crea  non pochi problemi con i produttori e con la commissione di censura, ma il regista non si perde d'animo e con il grande supporto dalla paziente e intuitiva moglie Alma si mette all'opera per realizzare quello che diventerà un classico della storia del cinema.
 
 
Era ora che qualcuno facesse un film su uno dei registi più importanti e talentuosi della storia del cinema e sono ben felice che tale operazione abbia avuto un esito più che soddisfacente; si perchè questo "Hitchcock" è veramente un gran bel film, molto ben girato, magnificamente interpretato, divertente, malinconico e mai noioso.
Andiamo per ordine, prima di tutto il cast; finalmente dopo diversi anni passati a gigioneggiare in filmetti non sempre riusciti il grande Anthony Hopkins ritrova lo smalto di un tempo e ci regala, a detta di chi scrive, una delle sue interpretazioni migliori, l'attore britannico è perfetto nel ruolo del maestro del brivido, in tutto e per tutto, le movenze, il modo di parlare, lo sguardo intenso e distaccato allo stesso tempo, credo che anche il tono di voce sia perfetto, ma non posso giudicare avendo visto il film in italiano, ma va detto che anche il nostro doppiaggio è ottimo, questa volta Hopkins non ha la voce di Dario Penne bensì quella di un divertito e bravissimo Gigi Proietti, il quale risulta perfettamente in sintonia col personaggio.
Però anche Helen Mirren non è da meno, questa immensa attrice è forse la punta di diamante della pellicola, la sua performance è intensissima e mentre la si guarda ne si rimane catturati tanto che forse il vero protagonista del film è lei anzichè Hopkins.
Molto bravi anche gli attori di contorno, bellissima e in parte Jessica Biel nei panni di Vera Miles, azzeccato James D'Arcy in quelli Anthony Perkins, discreta, ma non esaltante la Johansson che invece interpreta Janet Leigh, strepitoso, anche se si vede per poche scene Michael Wincott che invece interpreta il ruolo del folle Ed Gein.
Parlando invece del film in sè, si può affermare che la storia non è incentrata sulla realizzazione di "Psycho" o almeno non del tutto, ma piuttosto sul difficile rapporto che c'era tra il regista e la sua compagna, un rapporto platonico infatti i due pur essendo coniugi dormono in letti separati e le poche volte in cui si baciano lo fanno sulla guancia come amici e non certo come marito e moglie, un rapporto, quindi, difficile, ma non privo di rispetto reciproco, ognuno infatti ha un estremo bisogno dell'altro e su questo aspetto sembra che si voglia, anche solo minimamente, gettare una piccola ombra sulle capacità che hanno reso noto il regista dal momento che in più di un occasione si vede chiaramente che le intuizioni più geniali per la riuscita del film sono prese da Alma e non da Sir Alfred, non a caso viene più volte  ribadito da Hitchcock stesso che la sua consorte lo ha sempre aiutato in tutti i suoi film, ha sempre preso le decisioni, anche quelle tecniche, assieme a lui, il più delle volte azzecandoci pure meglio del regista stesso (vedere la scena della scelta della musica da inserire durante la celebre sequenza della doccia), ma nonostante ciò si nota chiaramente che Alma vive all'ombra del marito, nessuno la considera, durante le varie premiere dei film tutto il pubblico è focalizzato su Alfred e di questo entrambi ne soffrono, lui perchè, a modo suo, ama la moglie e lei perchè si sente inutile pur riconoscendo a se stessa di avere del talento, un talento che mai verrà valorizzato.
Mentre si assiste a questa difficile e strana storia d'amore ovviamente vengono mostrati tutti i retroscena del mondo della Hollywood degli anni 60, con relative restrizioni, pregiudizi e bigottismo, tutte cose che pur intralciando il lavoro del maestro del brivido non preoccupano minimamente quest'ultimo, anzi egli ci scherza sopra, geniali sono le sequenze con la commissione di censura la quale viene continuamente sbeffeggiata dal geniale regista e quando alla fine, la sera della prima di "Psycho" il pubblico accoglie con un ovazione sia il film che il suo creatore si è veramente felici, anche se ovviamente non è certo un colpo di scena dato che tutto il mondo conosce la grandezza di quel film.
Ultimo, ma non ultimo questa pellicola ogni tanto si diverte a sterzare un pochino anche nell'horror/thriller quando ci vengono mostrati i crimini commessi da Ed Gein e la relativa ossessione che Alfred prova nei confronti dello spietato killer tanto da avere continue visioni e immaginarie conversazioni col mostro, un po' come Norman Bates con la madre.
Quindi in questo film ci troviamo tutto: l'aspetto biografico, il dramma, la commedia e l'horror, direi che non è poco e che si può essere più che soddisfatti.

PS: Ovviamente i distributori italiani si fanno sempre riconoscere, il film in italia è uscito si e no in 20 sale il che è vergognoso se si pensa che certe porcate escono praticamente ovunque. Aspettavo questa film da parecchio tempo e l'avrei visto di gusto al cinema, ma a causa dell'incompetenza dei distributori italiani ho dovuto ripiegare per lo streaming dove, per fortuna,  si trova in italiano e in versione HD.
 

martedì 2 aprile 2013

Un nuovo Villain






Ieri si è conclusa la terza stagione della MERAVIGLIOSA serie tv "The Walking Dead" al di là della bellezza della serie (una delle più belle mai realizzate a parer mio) mi sembra doveroso spendere due parole su colui che la sta rendendo ancora più perfetta, IL GOVERNATORE, l'oscuro signore di Woodbury, uno dei villain più belli che abbia mai visto sia al cinema che in televisione, un personaggio che è il vero emblema del male: freddo, spietato, sadico, perverso, subdolo e calcolatore, un personaggio da odiare in tutto e per tutto direte voi... NO io lo adoro è il top di questo show televisivo, la sua follia e perfidia lo pongono come uno dei cattivi che rimarrano nella storia e il merito, oltre che degli sceneggiatori, dei realizzatori del fumetto ecc va a David Morrisey, il bravissimo attore britannico che lo interpreta.
Morrisey viene dal teatro (e si vede, cazzo se si vede), ha recitato in diversi film, uno di questi è, purtroppo, l'orripilante "Basic Instinct 2" del quale bisognerebbe prenderne tutte le copie esistenti al mondo e bruciarle, ma questo grande attore può fare tutto, qualunque cosa, ma credo che da "The Walking Dead" in poi tutti lo ricorderanno con un solo nome: IL GOVERNATORE.

Ora ci toccherà aspettare fino ad ottobre per la quarta serie e già sono gasato al massimo, l'attesa sarà snervante, i mitici zombi (non li ho certo dimenticati) sono realizzati magnificamente e non vedo l'ora di vederli tornare a divorare corpi umani, ma non vedo anche l'ora di rivedere questo super cattivone di nuovo all'opera, per come si è conclusa la puntata di ieri penso che ne vedremo veramente delle belle.

sabato 23 marzo 2013

Total Recall - Atto di forza

Titolo Originale: Total Recall
Regia: Len Wiseman
Sceneggiatura: Kurt Wimmer, Mark Bomback, Jon Povill, tratta dal romanzo di Philip K. Dick
Produttori: Neal H. Mortiz, Tony Jaffe
Interpreti: Colin Farrell, Kate Beckinsale, Jessica Biel, Bryan Cranston, Bookeem Woodbine, Bill Nighy
Anno: 2012
Nazionalità: USA, Canada
Durata: 118 min. ca

L'operaio Doug Quaid è tormentato da incubi nei quali egli è un agente segreto in fuga inoltre si sente depresso e insoddisfatto della propria vita così decide di andare alla Rekall, un'associazione che riesce a trasformare i sogni in ricordi propri. Per Doug sarà l'inizio di una pericolosa avventura quando una volta arrivato sul posto, proprio come nei suoi incubi, verrà scambiato per un agente segreto e braccato, quindi, da dei nemici che mai avrebbe sospettato di avere, ma Doug è veramente solo un semplice operaio?


Chi mi conosce sa bene che solitamente non sono uno contrario ai remake, anzi negli ultimi anni diversi di questi sono diventati alcuni dei miei film preferiti, però ci sono dei casi in cui non posso non schierarmi a favore di coloro che stroncano tali operazioni e, ahimè, questo Total Recall 2012 è uno di quei casi.
Il Total Recall originale, quello con Schwarzy, è una delle pellicole fantascientifiche più interessanti, coinvolgenti e (per l'epoca) innovative degli 90's, in questo piatto, noioso e mediocre remake invece, non c'è nulla di interessante, nulla di innovativo, non c'è veramente niente di niente, solo inseguimenti, girati anche piuttosto male, combattimenti coreografati da schifo ed esplosioni.
La messa in scena di tutta la pellicola è scadentissima, con una fotografia che pare quella di un telefilm di bassa lega, una regia piatta e anonima (Wiseman non è certo Verhoeven), una sceneggiatura solo abbozzata, personaggi squallidissimi, effetti speciali digitali a dir poco ridicoli (ancora ho nel cuore gli effetti in stop motion del film originale, quelle facce che esplodevano, gli occhi fuori dalle orbite ecc...) e un cast per nulla in parte; Colin Farrell è, di base, un gran bravo attore, ma qui, in questo film, nei panni di Douglas Quaid è credibile come Jenna Jameson nei panni di una suora, ad ogni battuta, ad ogni scena d'azione si rimpiange il buon vecchio Arnold, anche il cattivo, interpretato da un altro grandissimo attore quì completamente a disagio, ovvero Bryan Cranston, non funziona, il suo Coahgen non è minimamente paragonabile a quello di Ronny Cox, le uniche che funzionano e che costituiscono l'unica cosa buona del film sono le due super gnocche, ovvero Kate Beckinsale (moglie del regista Wiseman) e Jessica Biel che rispettivamente interpretano i ruoli che furono di Sharon Stone e Rachel Ticotin nella pellicola originale. Ecco loro se la cavano bene, sono convincenti entrambe, Kate è bella e letale e nulla ha da invidiare alla comunque splendida e bravissima Stone, la Biel invece oscura completamente la fiacca e racchia Ticotin regalandoci una performance di tutto rispetto e a conti fatti le uniche scene che si lasciano ricordare volentieri sono proprio quelle che vedono come protagoniste queste due stupende femmes fatal, il resto è veramente tutto da cestinare.
Leggendo notizie in rete mi pare di aver capito che questo film sia più fedele all'opera cartacea di Dick, ma sinceramente poco mi importa, non ho letto il racconto quindi non posso giudicare, ma la pellicola originale aveva grinta, passione, violenza e quel pizzico di auto-ironia tipica di quegli anni che invece sta robaccia non ha nemmeno in minima parte, quindi per tutti coloro che non hanno ancora visto questo inutile remake il mio consiglio è di non vederlo mai e se proprio avete voglia di gustarvi l'avventura di Doug Quaid allora riguardatevi l'originale, quello si che è un vero cult fantascientifico.

sabato 9 marzo 2013

Smashed

Titolo Originale: ID
Regia: James Ponsoldt
Sceneggiatura: James Ponsoldt, Susan Burke
Produttori: Jennifer Cochis, Jonathan Schwartz, Andrea Sperling, Zygi Wilf
Interpreti: Mary Elizabeth Winstead, Aaron Paul, Octavia Spencer, Nick Offerman, Megan Mullally
Anno: 2012
Nazionalità: USA
Durata: 77 min.ca

Kate è una giovane e bella insegnate di scuola elementare, ma è anche un'alcolizzata e un giorno si sente male davanti ai suoi alunni e per non rendere nota questa sua dipendenza mente spudoratamente e dice a tutti di essere incinta. Quando non è al lavoro passa il suo tempo ad ubriacarsi assieme al marito Charlie, ma questo comportamento auto-distruttivo la trascinerà in un mare di guai perciò la ragazza decide di affrontare i suoi demoni e seguire un programma di recupero.


Al di là della pellicola in sè, che è davvero notevole, quello che colpisce di più dell'opera prima del regista James Ponsoldt è la bravura della splendida Mary Elizabeth Winestead, attrice che io ho molto a cuore non solo per la sua bellezza dolce e mai volgare, ma anche perchè è indubbiamente una delle "scream queen" più attive in campo horror, la Winestead è infatti la protagonista del validissimo e purtroppo ingiustamente sottovalutato prequel de "La cosa", ma anche di altri horror, alcuni riusciti e altri no come "Black Christmass" e "Final Destination 3".
Dunque, chi mi conosce sa che non sono uno che si commuove tanto facilmente, ma la bella attrice regala una performance talmente intensa, realistica e straordinaria, che in alcune scene avevo davvo un nodo alla gola e viene lecito chiedersi come mai questa bravissima ragazza sia stata snobbata a questi Oscar, cioè nemmeno una nomination, scandaloso!!!! Ma forse è meglio soprassedere visto che anche quest'anno l'Academy si è dimostrata deludente, non ci dimentichiamo che hanno escluso anche l'immenso Di Caprio che con "Django Unchained" ha regalato la sua interpretazione migliore, vabbè misteri degli Oscar, veniamo al film che è meglio, perchè ci sarebbe da dire due parole anche sulla distribuzione (italiana in questo caso) che, come al solito, ha relegato questo bel film solo per il mercato home video, a parte una fugace apparizione al Torino Film Festival dove immagino il film sia passato in lingua originale, anche se il doppiaggio italiano, in questo caso, è ottimo.
Tornando alla pellicola in questione bisogna dire subito una cosa: di storie sul dramma dell'alcolismo ne abbiamo viste a bizeffe, ma ciò che rende "Smashed" assai riuscito e interessante è che, per la prima volta non viene trattato questo problema dal punto di vista di qualcuno che ci è appena entrato e che vuole far di tutto per ignorare la cosa, no, questa volta ci viene presentato un qualcuno, qualcuna in questo caso, che ne vuole uscire, che già da tempo è dentro questo "inferno" e che fa di tutto per migliorare la sua situazione e in questo la nostra bella protagonista rende veramente bene l'idea di cosa voglia dire lottare contro questa dipendenza, Kate si rende conto di ciò che sta facendo e la scena che meglio chiarisce questo concetto è quella della prima riunione della ragazza in cui la cinepresa si sofferma immobile su di lei, senza inutili musiche lacrimevoli in sottofondo, c'è solo il silenzio e la voce della protagonista   che parla al suo gruppo spiegando ad esso quanto per lei sia frustrante comportarsi in questo modo e quanto non possa farne a meno... una scena che mette i brividi.
La cosa che più ho apprezzato di questo film è il non voler mai cadere nella facile retorica, ne dare alcun giudizio, cosa non sempre facile quando si parla di drammi a stelle e strisce.
Anche il resto del cast, comunque, se la cava piuttosto bene: Aaron Paul, che interpreta il marito, è piuttosto convincente nella parte dello sbandato e sfaticato compagno della protagonista, simpatica anche Octavia Spencer, che molti ricorderanno per il dramma "The Help", pellicola grazie alla quale l'attrice si è portata a casa la tanto ambita statuetta, (io personalmente quel film non l'ho ancora visto, e la Spencer me la ricordo più nella parte dell'infermiera che viene massacrata a colpi di coltello da Michael Myers nell' Halloween 2 di Rob Zombie XD), che qui interpreta un membro del gruppo di sostegno di cui Kate fa parte.
Quindi chiunque cerchi un bel film, girato bene, interpretato magnificamente non deve lasciarsi sfuggire questo gioiellino al quale mi sento di fargli solo una piccola critica riguardante la durata, davvero troppo breve, 77 minuti (titoli di coda compresi) sono davvero pochi, magari con un quarticello in più avrebbero potuto sviluppare ulteriormente alcuni personaggi e alcuni aspetti della vicenda,peccato.
Complessivamente, comunque, non posso che ritenermi soddisfatto di questo piccolo/grande film.


venerdì 1 marzo 2013

Non aprite quella porta 3D

Titolo Originale: Texas Chainsaw 3D
Regia: John Luessenhop
Sceneggiatura: Adam Marcus, Debra Sullivan, Kirsten Elms, Stephen Susco
Produttori: Carl Mazzocone, Avi Lerner, Jason Constantine
Interpreti: Alexandra Daddario, Dan Yeager, Trey Songz, Tanya Raymonde, Bill Moseley, Marilyn Burns
Anno: 2013
Nazionalità: USA
Durata: 92 min. ca

La giovane Heather parte per il texas assieme ai suoi amici per riscuotere un'erdetià lasciatagli da una nonna che nemmeno sapeva di avere. Una volta arrivata, la ragazza scopre che l'eredità consiste in una bella e lussosa casa, ma ne Heather ne i suoi amici sanno che nei sotterranei della casa si nascone il terribile Leatherface, che armato della solita motosega è pronto a scatenare la sua furia omicida. Sarà l'inizio di un incubo.


E' difficile per il sottoscritto recensire questo film in maniera lucida e obiettiva dato che le saghe slasher sono il mio pane; cercherò quindi di analizzare tutto nel suo insieme spetterà poi ai lettori decidere se ho ragione o meno e se andare o no a vedere il film.
A detta di chi scrive questo "Texas Chainsaw 3D" è  magnifico nonchè tra i migliori episodi del franchise, i primi dieci minuti sono l'orgasmo del fan di vecchia scuola con gli spezzoni del cult di Tobe Hooper, vi giuro, vedere su grande schermo le scene del primo film è stata un esperienza che mi resterà nel cuore e dopo un breve antefatto che strizza l'occhio a "La casa del diavolo" di Rob Zombie inizia la storia vera e propria.
Nella prima mezz'ora, non posso negarlo, non si assiste a nulla di nuovo, i classici clichè: il solito gruppo di ragazzotti belli (soprattutto la meravigliosa protagonista) e stupidi con gli ormoni impazziti, il classico paesino di bifolchi rednek e un Leatherface inferocito e spietato come non mai.
Fino a qui, direte voi, niente di nuovo sotto il sole giusto? E invece no.
A metà il film prende una piega del tutto inaspettata, non solo a livello di trama, ma a livello concettuale: i ruoli vengono ribaltati, nulla è quello che sembra, ogni personaggio nasconde una doppia facciata, lo stesso Leatherface è diverso rispetto a quello degli altri film, possiamo dire che non è ne il mostro "indifeso" e tragico dei primi film, ne la furia sovrumana e diabolica della bilogia della Platinum Dunes; ad essere sinceri risulta veramente difficile poterlo descrivere e dar lui una collocazione precisa all'interno della storia, il suo ruolo non è più chiaro come quello di un tempo e, a mio parere, è proprio questa la carta vincente del film, il disorientare lo spettatore, rendergli difficile poter scegliere da quale parte stare, si perchè in questo film i buoni non sono veramente buoni e i cattivi, forse, non sono veramente cattivi, ma per meglio chiarie questo concetto si dovrebbe analizzare anche il personaggio della eroina (?) Heather interpretata da una splendida e anche piuttosto brava Alexandra Daddario.
La ragazza infatti è ben diversa dalla Sally Hardesty di Marilyn Burns o dalla Erin di Jessica Biel, il suo è un personaggio enigmatico, a tratti dolce e a tratti inquietante, un personaggio del quale risulta difficile delinearne la psicologia, ma che proprio per questo risulta essere molto interessante.
Procedendo in questo modo si arriva ad un finale veramente gagliardo che trova il suo culmine solo dopo i titoli di coda, quindi non alzatevi dalla sedia del cinema.
Analizzando anche altri aspetti posso dire che, salvo qualche imprecisione a livello di sceneggiatura, il film procede che è una meraviglia, la regia del bravo Luessenhop, autore degli interessanti "Lockdown - dietro le sbarre" e "Takers" è molto dinamica e coinvolgente, la fotografia di Anastas M. Michos forse non è sporca e "old style" come quella dei film prodotti da Bay, ma comunque è piuttosto cupa, lo splatter non manca anche se forse si poteva fare qualcosina di più quindi non aspettatevi i livelli eccelsi di brutalità e ferocia del prequel, anche se un paio di morti sono piuttosto cattivelle.
Anche il cast è di buon livello, oltre alla bellissima Daddario, che come ho detto, è una protagonista efficace, vanno segnalati i gustosissimi camei di Bill Moseley, che come i fan ricorderanno interpretava "Testa di latta" nel secondo film e che quì prende il posto del compianto Jim Siedow nei panni del capofamiglia Drayton Sawyer, Marilyn Burns che compare per pochi secondi e Gunnar Hansen, ovvero il Leatherface originale qui nei panni di un altro membro della famiglia di cannibali.
Ultimo, ma non ultimo Dan Yeager, ovvero il nuovo Leatherface, la sua performance è notevole, le movenze sono molto simili a quelle di Hansen (si vede proprio che Yeager si è studiato il film di Hooper a memoria) la sua presenza è inquietante al punto giusto, quindi un applauso anche a questo simpatico bestione.
Concludo dicendo che la lunga attesa, almeno per quello che mi riguarda, è stata pienamente ripagata, questa nuova avventura del mitico "Faccia di cuoio" è tra le migliori della saga, di certo tornerò a rivederla svariate volte e consiglio a tutti i fan del ragazzone texano armato di motosega di fare lo stesso.
"Heres your invitation to come join leatherface"..... ;-)

PS: unica nota veramente negativa, il 3d, completamente inutile, se riuscite a trovare una sala che lo proietta in 2d andate in quella.