martedì 15 aprile 2014

Zeus e John di nuovo assieme



Pur amando il genere action sono uno dei pochi che non stravede per la saga di Die Hard, intendiamoci, adoro Bruce Willis e il personaggio di John McLane è ganzo, ma i film ad esso dedicati non è che mi facciano impazzire, non tutti, ma uno si, il terzo, ovvero il favoloso "Die Hard duri a morire".
Che cosa rendeva quel film una pellicola nettamente superiore alle altre? Beh tante cose, vediamo quali.
In primis in quel film veramente non c'è tregua, è un casino dall'inizio alla fine, secondo il personaggio di McLane era diverso dal solito, negli altri è un super duro, il tipico eroe perfetto e sborone, nel 3 invece è un cazzone assurdo, un cialtrone come pochi, con due palle così ok, ma sempre cazzone rimane, mi ha ricordato un poco il mitico Jack Burton del cult "Grosso guaio a China town".
Altro punto a favore della pellicola era il cattivo, un superlativo Jeremy Irons che veramente lasciava il segno.
Ma la cosa che più di tutte rendeva il terzo Die Hard il migliore della saga era forse il personaggio di Samuel L. Jackson che con il suo simpaticissimo Zeus Carver dava quel tocco in più alla pellicola.
Ma vi ricordate i duetti tra John e Zeus, le litigate che i due eroi fanno per tutta la durata del film?
Io mi piego in due dal ridere ogni volta che li rivedo.
Bene, è di qualche ora fa la news che quasi certamente Samuel tornerà ad interpretare il personaggio di Zeus nel sesto film della saga, attualmente in fase di pre-produzione.
Beh non so voi, ma questa news mi gasa alquanto, dopo i due fiacchi capitoli 4 e 5 dove il nostro John si trovava a duettare con dei ragazzini sfigati interpretati da attori cani, ora finalmente potremmo rivedere quelle mitiche sfuriate tra John e Zeus, era una vita che aspettavo una loro reuinion.
Ora non resta che aspettare che la news sia confermata, se così sarà allora "Die Hard 6" potrebbe diventare un nuovo cult e far dimenticare gli episodi 1, 2, 4 e 5 che non sono brutti (il primo nel suo genere è valido), ma almeno a me non hanno mai detto granchè, mentre trovo che il terzo sia veramente epico e quindi spero che anche il sesto potrà entrare di diritto tra gli action del nuovo millennio.

giovedì 10 aprile 2014

Oldboy

Titolo Originale: ID
Regia: Spike Lee
Sceneggiatura: Mark Protsevich, tratta dal manga di Garon Tsuchiya, Nobuaki Minegishi
Produttori: Spike Lee, Roy Lee, Doug Davison
Interpreti: Josh Brolin, Elizabeth Olsen, Samuel L. Jackson, Sharlto Copley, Michael Imperioli, Max Casella
Anno: 2013
Nazionalità: USA
Durata: 104 min. ca

Il burbero ed alcolizzato Joe Doucett viene rapito da degli indivdui misteriosi i quali lo imprigionano dentro una stanza e lo lasciano li dentro per ben 20 anni.
Un giorno Joe riesce a fuggire da quella terribile prigione ed inizia a cercare i responsabili uno ad uno, con l'intento di consumare un'atroce vendetta.
La sua furia sarà inarrestabile.


Che Spike Lee fosse uno stronzo arrogante è cosa nota, basta pensare alle vergognose accuse di razzismo che costui si ostina a fare nei confronti del maestro Tarantino.
Che Spike Lee, negli ultimi anni, fosse diventato anche un mediocre regista, beh è un'altra cosa ben nota e a testimoniare ciò abbiamo questo pietoso e ridicolo remake del cult firmato dal grande Park Chan Wook.
Ormai sapete tutti che non sono uno contrario ai remake, anzi, come dico sempre, nell'ultimo decennio ce ne sono stati diversi che ho adorato (alcuni anche più degli originali), ma ogni tanto capita che qualche remake mandi sui nervi anche il sottscritto e l'attuale "Oldboy" è tra questi.
Oltre ad essere messo in scena malissimo, la regia è di un patinato pultio da fare schifo, oltre ad essere sceneggiato col culo, alcuni dialoghi sono imbarazzanti, il film non presenta nulla che possa essere originale, non ha una personalità, ma al contrario il lavoro di Lee è qualcosa di vuoto e stantio e il regista scazza in tutto anche sul cast, già perchè pure Josh Brolin, attore che normalmente apprezzo moltissimo, in questo film è imbolsito duro e gigioneggia come non mai, Samuel L. Jackson, che adoro, si limita a fare una macchietta inutile e ridicola e poi, dulcisi in fundo la spalla femminile è quell'oca giuliva di Elizabeth Olsen, espressiva quanto un marciapiede e assolutamente inadatta a questo ruolo.
Ma forse la colpa principale di sta schifezza di film è la totale mancanza di pathos, cosa che invece, nell'originale era palpabile, una vera costante; nella pellicola di Wook la prigionia del protagonista era devastante, la si guardava e si provava un senso di angoscia pazzesco, si era veramente chiusi tra quelle quattro opprimenti mura, in questa nuova versione sembrava che Brolin fosse quasi in vacanza, magari una vacanza con qualche imprevisto e qualche scomodità, ma nulla più, la sua prigionia non trasmette nulla, ne pathos appunto, ne un minimo di empatia per il protagonista.
Stesso discorso per la scioccante rivelazione finale che appunto nel film originale turbava e lacerava sia l'antieroe che il pubblico, qui invece nada, scivola via tranquillamente senza che nemmeno ce ne accorgiamo.
Ammetto che mi aspettavo un film brutto, ma non così brutto e quindi è chiaro, ancora una volta, che il signor Lee si è ormai irrimediabilmente rintronato e che il suo odio per  Quentin è dettato solo dall'invidia, perchè Quentin è un maestro del cinema e gira capolavori, Lee ormai è un ex-autore che gira solo cagate.

sabato 5 aprile 2014

Unico indizio la luna piena

Titolo Originale: Silver Bullet
Regia: Daniel Attias
Sceneggiatura: Stephen King, tratta da un suo romanzo
Produttori: Dino De Laurentiis, Martha Schumacher
Interpreti: Corey Haim, Gary Busey, Everett McGill, Megan Follows, Lawrence Tierney, Terry O'Quinn
Anno: 1985
Nazionalità: USA
Durata: 95 min. ca

La piccola cittadina di Tarker's Mills è sconvolta da una serie di atroci delitti, tutti verificatisi nelle notti di plenilunio. Il piccolo Marty, un ragazzino di dieci anni paraplegico inizia ad indagare assieme alla sorella maggiore e allo stravagante zio, i tre scopriranno che il responsabile dei massacri altri non è che un mostruoso lupo mannaro.
Toccherà così ai tre improbabili eroi cercare di fermare il mostro prima che colpisca ancora.


Per molti i due film di licantropi migliori in assoluto sono "Un lupo mannaro americano a Londra" e "L'ululato" e io invece, da brava mosca bianca quale sono dico che si, sul film di Landis concordo, ma che assieme ad esso l'altro werewolf movie migliore è questo autentico cult 80's tratto dal romanzo del Re.
Vidi questo film da bimbo, per il ciclo "venerdì con Zio Tibia" e me ne innamorai da subito, trovo che la pellicola in questione non solo sia tra le migliori in campo di lupi mannari, ma che sia anche una delle migliori trasposizioni cinematografiche dei romanzi del mitico King.
In questo film si respira quell'aria così retrò, così anni 80 che non può che mandarmi in estasy, senza contare che il livello di tensione è assai elevato e che la regia del bravo mestierante Attias (finito poi a dirigere solo telefilm) tiene testa per tutta la durata immergendo lo spettatore in quel clima di apparente tranquillità, il tipico clima delle accoglienti cittadine USA, per poi strattonarlo violentemente con l'entrata in scena del licantropo il quale ha, a mio avviso, un bel make up vecchia scuola, un make up che vale mille volte i lupacchiotti digitali di "Underworld" o "Wolfman", non per nulla gli effetti speciali sono curati dal grande Carlo Rambaldi.
Quando la bestia arriva la si sente, fa davvero male e anche da questo punto di vista non si può che esserne felici, le scene gore sono piuttosto estreme, i morsi, le zampate o artigliate del mostro ci vengono mostrate in primo piano, le carni lacerate delle vittime, il loro dolore e terrore li percepiamo in maniera davvero realistica e disturbante, quindi ecco sul piano cattiveria ogni fan del cinema di paura trova pane per i suoi denti, viene infatti sbranata una donna incinta, viene fatta saltare la testa di un povero ubriacone in primo piano, viene ucciso un bambino, insomma per essere un film di trent'anni fa non si va affatto leggeri.
Altro elemento molto interessante è anche quello del thriller, si perchè ad un certo punto nasce una vera e propria indagine condotta dall'impavido piccolo eroe Marty (interpretato dal compianto Corey Haim) il quale pur essendo in una situazione di inferirorià fisica, così lo definisce la madre in uno dei suoi disperati sfoghi, non si perde d'animo e coraggiosamente affronta la bestia, bestia che durante il giorno ha un aspetto umano, apparentemente innocuo, anzi è un qualcuno che in teoria dovrebbe ispirare bontà e fiducia e da quì si nota la metafora dell'orco, del mostro della porta accanto, del tipico essere che per nascondere la sua malvagia natura si rifugia all'interno di una comuintà tranquilla e comprensiva, questo è un elemento ricorrente nella narrativa di King.
Ottimi anche il mitico e ormai quasi scomparso dalle scene Gary Busey e l'inquietante Everett McGill che qualche anno dopo sarà il folle papi nel valido e sottovalutato "La Casa nera" del Maestro Craven.
Sono certo che tutti i fan del brivido abbiano o letto il racconto (io no mannaggia lo devo recuperare) o abbiano visto il film, ma per tutti coloro che ancora non hanno visto questo cult dico solo una cosa RECUPERATELO ;-).

martedì 25 marzo 2014

Liebster Award 2014










E dopo i Boombstick Award ecco arrivare i Liebster Award, cavolo quante cose si imparano nella blogsfera.

Io sono stato premiato da Lisa Costa di Central Perk la quale mi ha posto 10 domande alle quali ho risposto.

Ecco quindi le regole del gioco:

1- rispondere alle domandi di chi ci ha nominato

2- nominare altri 3 blogger con meno di 200 follower

3- proporre ai candidati 10 nuove domande

4- andare nei singoli blog e comunicare la nomina


Ecco le domande che mi ha posto Lisa, con le mie risposte

1)  ULTIMO FILM VISTO
Il ricatto

2) IL FILM PER IL QUALE TI SEI COMMOSSO
Freddy vs Jason

3) QUELLO PER CUI HAI PIU' RISO
Il grande Lebowski

4) LA FAMIGLIA FILIMICA/TELEFILMICA/LETTERARIA CON LA QUALE VORRESTI VIVERE
beh ovvio la famiglia di Leatherface

5) IL PERSONAGGIO CON CUI VORRESTI PASSARE LA NOTTE
beh con Heather Miller (Alexandra Daddario) la cugina di Leatherface

6) IL MOMENTO GIUSTO PER SCRIVERE UN POST
Come ora, appena tornato dal lavoro

7) IL SOGNO NEL CASSETTO
lavorare nel cinema.... si sono banale lo so

8) SI CAPISCE CHE ALLA DOMANDA 6 HO ESAURITO LE IDEE
ma no perchè, le idee non finiscono mai

9) CHE TEMPO FA
piove

10) E' STATO DIVERTENTE E PRODUTTIVO RISPONDERE A QUESTE DOMANDE
si

Ecco, e ora è tempo di nominations, i tre vincitori sono:

JEAN JACQUES DI RECENSIONI RIBELLI
BABOL DI BOLLALMANACCO DEL CINEMA
IL BRADIPO CINEFILO

Bene ragazzi ecco le mie domande per voi

1) IL FILM NEL QUALE AVRESTI VOLUTO RECITARE

2) IL FILM CHE AVRESTI VOLUTO DIRIGERE

3) IL REGISTA CHE PIU' TI PIACE

4) IL REGISTA CHE PIU' TI FA CAGARE

5) IL CANTANTE O LA BAND MUSICALE CHE PIU' TI PIACE

6) IL CANTANTE O LA BAND MUSICALE CHE PIU' TI FA CAGARE

7) LA COSA DI CUI HAI PIU' PAURA

8) IL PIATTO PREFERITO

9) PREFERISCI I SIMPSON, I GRIFFIN O ENTRAMBI

10) TI E' PIACIUTO RISPONDERE A QUESTE MIE DOMANDE
1) ULTIMO FILM VISTO
Il ricatto

2) IL FILM PER IL QUALE TI SEI COMMOSSO
Freddy vs Jason

3) QUELLO PER CUI HAI PIU' RISO
Il grande Lebowski

4) LA FAMIGLIA FILMICA/TELEFILMICA/LETTERARIA CON LA QUALE VORRESTI VIVERE
beh ovvio la famiglia di Leatheface

5) IL PERSONAGGIO CON CUI VORRESTI PASSARE LA NOTTE
Beh con Heather Miller (Alexandra Daddario) la cugina di Leatherface

6) IL MOMENTO GIUSTO PER SCRIVERE UN POST
Come ora, appena tornato dal lavoro

7) IL SOGNO NEL CASSETTO
Lavorare nel cinema.... si sono banale lo so

8) SI CAPISCE CHE ALLA DOMANDA 6 HO ESAURITO LE IDEE
ma no perchè, le idee non finiscono mai

9) CHE TEMPO FA
Piove

10) E' STATO DIVERTENTE E PRODUTTIVO RISPONDERE A QUESTE DOMANDE
Si - See more at: http://incentralperk.blogspot.it/2014/03/liebster-award-2014.html#comment-form
1 - Rispondere alle domande di chi ci ha nominato;
2 - Nominare altre 3 blogger con meno di 200 follower;
3 - Proporre ai candidati 10 nuove domande;
4 - Andare nei singoli blog e comunicare la nomina.
- See more at: http://incentralperk.blogspot.it/#sthash.WG9zX15G.dpuf
1 - Rispondere alle domande di chi ci ha nominato;
2 - Nominare altre 3 blogger con meno di 200 follower;
3 - Proporre ai candidati 10 nuove domande;
4 - Andare nei singoli blog e comunicare la nomina.
- See more at: http://incentralperk.blogspot.it/#sthash.WG9zX15G.dpuf

sabato 22 marzo 2014

Boomstick Award 2014





Boh, li state facendo tutti, non ho manco ben capito cosa siano, ma a sto punto lo faccio anche io, se ho sbagliato qualcosa correggetemi pure, è solo da un annetto che son nella blogsfera quindi certe regole non le ho ancora imparate.

Se ho ben capito tocca scrivere le regole di questa votazione, senza variare nulla giusto??

Beh in tal caso:

Per conferire sta prova tocca seguire delle regole che credo siano queste:

1- I premiati sono solo 7 e non ci sono menzioni d'onore
2- i post con cui viene presentato il premio non devono contenere giustificazioni di sorta da parte del premiante riservate agli esclusi a mo' di consolazione
3- i premi vanno motivati, non serve una tesi, basta un pretesto
4- vietato scrivere regole, dovete limitarvi a copiarle così come io le ho copiate


E ora sotto coi premiati:

IL NIDO DI RODAN: Sicuramente quì centra l'amicizia che c'è tra questo vecchio serial killer mascherato e il mostro alato giapponese nata anni fa su un forum horror, ma le recensioni che scrive Davide sono a dir poco perfette, analitiche e completissime, da gusto leggerle.

DEAD INSIDE: Altro fratello di sangue conosciuto nel medesimo forum dove ho conosciuto Rodan, il blog dello sciamano è una specie di enciclopedia cinematografica per film di nicchia e introvabilissimi, un vero database del cinema alternativo, quindi un blog che non posso non amare.

IL BUIO IN SALA: Uno dei blogger più simpatici e profondi, come ha giustamente detto qualcun altro le sue recensioni non sono recensioni, ma poesie, unica pecca del nostro Caden? Non apprezza l'heavy metal ;-).

WITHE RUSSIAN: Come posso non premiare un blogger che ha scelto come nome del suo blog la bevanda del mitico drugo o drughetto o drugantibus... Sebbene siamo quasi sempre in disaccordo sui giudizi dati ai film le rece di James sono gustosissime e cariche di humor sempre azzeccato e mai fuoriluogo.

IL BOLLAMANACCO DI CINEMA: Una ragazza che ama l'horror che è una fan di Rob Zombie è ovvio che va premiata a priori, inoltre ho notato che abbiamo gusti piuttosto simili e le sue rece mi piacciono sempre moltissimo.

RECENSIONI RIBELLI: Beh non potevo non mettere il mio avversario per antonomasia, che poi in realtà siamo quasi sempre d'accordo, ma essendo sia io che Jean due bambinoni ci piace bisticciare, inoltre anche lui, come me ha pubblicato un libro con la differenza che il suo è sicuramente un buon libro, mentre il mio fa cagare XD.

BLOG DI PINCIO I DELIRI DI UN HORROR NERD: Forse in pochi conoscete questo blog, ma vi posso assicurare che è una vera pacchia per i fan dell'horror, con Pincio ci si conosceva dai tempi di youtube, le sue rece, sia scritte che quelle messe a mo di video sono sempre impeccabili, spassose e praticamente sempre mi trovo d'accordo con lui.


Ecco qui, questi in sostanza i blog che ho voluto premiare ;-)

giovedì 20 marzo 2014

Il ricatto

Titolo Originale: Grand Piano
Regia: Eugenio Mira
Sceneggiatura: Damien Chazelle
Produttori: Rodrigo Cortès, Adrian Guerra
Interpreti: Elijah Wood, John Cusack, Kerry Bishè, Tamsin Egerton, Don McManus, Alex Winter
Anno: 2013
Nazionalità: Spagna, USA
Durata: 90 min. ca

Tom Selznick è un giovane e talentuoso pianista ritiratosi dalle scene a causa della fobia da palcoscenico. Un giorno però decide di provare a vincere la sua fobia e tornare sulle scene per un concerto a Chicago, ma quando il giovane pianista si siede davanti al pianoforte e apre lo spartito torva all'interno di esso una minacciosa scritta "sbaglia una sola nota e morirai".
Per Tom è l'inizio di un incubo senza fine.


Mi ero perso per un soffio, al Torino film festival, questo bel thriller, ma per fortuna la M2, una delle poche case di distribuzione italiane decenti lo ha recuperato e portato nelle nostre sale e han fatto bene dato che si tratta di un film davvero ben fatto e ricco di suspance.
Dopo dei titoli di testa molto Hitchcockiani si entra piano piano nella vita del giovane pianista, un ottimo Elijah Wood, un pianista bravissimo, ma tuttavia insicuro e terrorizzato dal mondo intero nonostante abbia al suo fianco una bella e devota moglie.
Dopo la breve, ma curata presentazione dei personaggi si arriva davanti a quel pianoforte e ci si siede a quello sgabello e una volta letto il messaggio minatorio si rimane incollati alla sedia, sia il protagonista che noi spettatori, già perchè la tensione è ai massimi livelli e la regia dello spagnolo Mira è validissima nel trasmettere un sentimento di pura angoscia, noi che guardiamo siamo davanti a quel maledetto pianoforte e seduti, impotenti, a quello sgabello, proprio come Tom.
Come già detto, la regia di Mira è azzeccata e soprattutto molto ben curata con campi lunghi davvero affascinanti e rotazioni della steadycam molto raffinate e coinvolgenti.
Un ottimo lavoro ci viene fornito anche dal protagonista che trasmette perfettamente quel senso di paura e impotenza che molto spesso attanaglia tutti noi.
Ma non va sottovalutato anche il cattivo o meglio la voce, quella voce crudele e spietata che tormenta Tom, e anche noi spettatori, per tutta la durata del film, la voce del cecchino che si diverte a tormentare psicologicamente il malcapitato musicista facendolo confondere in continuazione per renderlo, se possibile, ancora più spaventato e colmo di ansia.
La voce appartiene al grande John Cusack, che dopo la sua straordinaria performance nel "Cacciatore di donne" sembra essere sempre più a suo agio nei panni del villain anche se effettivamente in questo film credo che lo si potrebbe apprezzare maggiormente in lingua originale dato che l'attore compare di persona solo nel finale, quindi la sua performance è più vocale che fisica, ecco perchè mi dispiace di non aver visto il film a TFF, in quella circostanza mi sarei gustato assai meglio la sua interpretazione.
In conclusione mi sento di poter consigliare questa valida pellicola, di certo non vi annoierà, ma al contrario vi coinvolgerà dall'inizio fino all'adrenalinico finale.

mercoledì 12 marzo 2014

Relic - L'evoluzione del terrore

Titolo Originale: The Relic
Regia: Peter Hyams
Sceneggiatura: Amy Jones, John Raffo, Rick Jaffa, Amanda Silver basata sul romanzo di Douglas Preston e Lincoln Child
Produttori: Gale Ann Hurd, Sam Mercer
Interpreti: Penelope Ann Miller, Tom Sizemore, Linda Hunt, James Withmore, Thomas Ryan, Robert Lesser, Lewis Van Bergen
Anno: 1996
Nazionalità: USA, Nuova Zelanda, Giappone, Germania, Regno Unito
Durata: 110 min. ca

All'interno del Museo di storia naturale di Chicago iniziano a verificarsi strani e macabri omicidi, i corpi di alcune persone vengono rinvenuti senza testa; l'intrepida biologa evolutiva Margo Green, con l'aiuto del caparbio tenente di polizia Vincent D'Agosta, scopre che il responsabile di questi orrendi delitti è una gigantesca e mostruosa creatura arrivata li dal Brasile.
Sia la biologa che il poliziotto cercheranno di fermare il mostro, ma la sua furia omicida sarà inarrestabile.


Vidi questo film al cinema, da ragazzino e ne rimasi subito ammaliato, a parar mio si tratta di uno dei migliori monster movie di sempre e ovviamente come al solito si tratta di un film snobbato sia dal pubblico che dalla critica.
Ho amato veramente tutto di questo film, dall'angosciante, cupa e claustrofobica ambientazione, al cast (ottimi sia Sizemore che la Miller) dalla regia del sempre bravo Peter Hyams, che cura anche la tetra fotografia, fino al make up della creatura, make up a dir poco spettacolare curato dal compianto Stan Winston.
Quello che più affascina del film è questo totale alone di mistero che avvolge il tutto, inizialmente non si percepisce bene quale sia la minaccia, infatti il film procede per gradi, ma senza mai risultare noioso o stantio e man mano che si procede cresce la curiosità, ma anche l'angoscia.
La prima parte è quasi più un thriller investigativo dal momento che avviene il primo omicidio e subito entrano in scena le figure del detective e della dottoressa, entrambi intenzionati a far luce su questo mistero, ognuno coi propri mezzi, il poliziotto con il suo istinto investigativo e la dottoressa con le risorse della scienza, ma poi si arriva alla seconda parte, gli ultimi 40 minuti circa nei quali succede veramente di tutto e dove finalmente vediamo la creatura in tutta la sua "bellezza" e ferocia.
Il mostro, un gigantesco e zannuto rettile corre, salta e si arrampica in ogni dove per poter sbranare le sue vittime, spettacolare la scena coi marines, e nulla viene lasciato all'immaginazione, il mostro decapita, dilania e divora tutto ciò che gli capita a tiro, gli effetti sono ottimi sia quelli gore che quelli della creatura, l'uso della cg è limitatissimo per fortuna e la creatura è quasi interamente realizzata in stop motion e Hyams è agile sia a non mostrarla praticamente mai per tutta la prima parte del film, sia a mostrarla perfettamente nella seconda, facendola apparire di colpo quando meno te lo aspetti e infatti ricordo che al cinema parecchia gente saltava sulla sedia quando la bestia palesava la sua presenza.
Questa pellicola è tratta da un libro, libro che ho letto e che ho trovato buono, ma il film è migliore e quì so che in molti non saranno d'accordo con me perchè solitamente si preferisce sempre l'opera letteraria a quella cinematografica, ma in questo caso per me non c'è gara, il film di Hyams vince senza dubbio.
Come detto in precedenza la carta vincente del film è l'attesa e qui si nota quanto sia regista che sceneggiatori siano stati bravi, perchè anche se l'orrore esplode dopo molto, non ci si annoia mai, si resta incollati e si aspetta con ansia l'ingresso in scena del mostro e non solo, già perchè il film vanta anche un bel colpo di scena finale, un colpo di scena forse intuibile, ma non per questo meno azzeccato.
A parer mio questo filmone avrebbe meritato molta più attenzione, io ovviamente ne conservo il dvd come una, beh come una reliquia direi.