giovedì 19 settembre 2013

Dredd

Regia: Pete Travis
Sceneggiatura: Alex Garland tratta dal fumetto di Carlos Ezquerra, John Wagner
Produttori: Alex Garland, Andrew Macdonald, Allon Reich
Interpreti: Karl Urban, Olivia Thirlby, Lena Headey, Warrick Grier, Jason Cope
Anno: 2012
Nazionalità: USA, Regno Unito, India, Sudafrica
Durata: 95 min. ca

In un lontano futuro l'America è ridotta ad una enrome landa radioattiva e la popolazione vive in un  agglomerato urbano chiamato Mega City, ove vi regnano caos, criminalità e violenza.
Solo i "Giudici", spietati agenti di polizia con la facoltà di arrestare un criminale e immediatamente emettere la sentenza ed eseguirla  sul posto, tentano di contrastare il crimine. Tra questi vi è Dredd uno dei giudici più letali che assieme ad una giovane recluta dovrà addentrarsi all'interno del Peach Tress, un enorme edificio fatiscente abitato da oltre 75mila abitanti, per tentare di distruggere una pericolosa gang di spacciatori capitanata dalla letale "Ma-ma".
Tra i due agenti e i criminali inizierà una battaglia all'ultimo sangue.


Dato che i nostri "competenti" distributori hanno snobbato questo film, uscito negli USA ormai da oltre un anno, ho deciso di recuperarlo per vie alternative e devo dire che ho fatto bene, perchè, lasciatemelo dire, questo film spacca di brutto.
Dopo quell'abominio cinematografico interpretato da Stallone nel lontano 1995, torna sullo schermo l'eroe dei fumetti creati da Ezquerra e Wagner e questa volta per fortuna lo fa in grande stile riuscendo a far dimenticare completamente l'oscena precedente pellicola (scusa Sly, ti voglio bene, ma quel film era veramente una diarrea).
Questa volta ci si trova davanti ad un cupissimo e iperviolento noir fantascientifico dove l'action rozzo e sporco e l'iperviolenza splatter fanno da padroni e dove ci viene rappresentato un futuro senza speranza, un futuro in cui il mondo è completamente devastato, insomma un futuro anche peggiore del nostro attuale presente.
All'interno di questo apocalittico scenario si muove il giudice Dredd, questa volta interpretato da Karl Urban il quale non si leva MAI il casco lasciando intravedere solamente la parte inferiore del suo viso, esattamente come nel fumetto, almeno questo è ciò che ho letto (il fumetto non lo conosco); assieme a lui la giovane recluta Anderson interpretata da una convincente e molto carina Olivia Thirlby, la quale ci offre un personaggio solo all'apparenza fragile e ingenuo, ma che poi, quando entra nel vivo dell'azione affila i suoi artigli e non ha pietà per i criminali,rappresentativa è la scena dove uccide un delinquente ferito e inerme, insomma una bella spalla per il cazzutissimo giudice.
La coppia di eroi funziona a meraviglia e mi ha gasato alquanto, mentre ho trovato un po fiacca la figura della cattivona sfregiata interpretata da Lena Headey, vista recentemente nel valido "Notte del giudizio" e qualche anno fa nello scemotto "300"; l'attrice ce la mette tutta ed è anche bravina, ma proprio non convince il personaggio e il modo in cui è costruito perchè viene difficile pensare ad una donna col passato da prostituta, che seppur con la cicatrice risulta essere ancora una bella gnocca che si pone come capo supremo e comanda a bacchetta un centinaio di omaccioni armati fino ai denti e sicuramente perversi sessualmente, insomma, non l'ho trovata una cosa molto plausibile, ma vabbè, posso soprassedere su questo aspetto visto che, come ho detto, il film merita tantissimo, la regia è coinvolgente e dinamica, gli effettacci splatter molto realistici e quasi "horror", il ritmo è serrato e coinvolge lo spettatore dall'inzio alla fine, senza mai annoiare, merito della durata contenuta di appena un'oretta e trenta.
Cosa altro aggiungere a parte un bel "vaffanculo" ai nostri distributori che riempiono le sale col film sui "One Direction"  e altre porcate, ma si dimenticano di far approdare nel nostro mercato un gioiellino come questo? direi niente, ormai sarebbe fiato sprecato, perciò mi limito a dire che chi cerca un solido e violento action allora si vada a recupera questa ganzissima nuova avventura del giudice esecutore.

domenica 8 settembre 2013

I spit on your grave 2

Regia: Steven R. Monroe
Sceneggiatura: Neil Elman, Thomas H. Fenton
Produttori: Lisa M. Hansen, Paul Hertzberg
Interpreti: Jemma Dallender, Joe Absolom, Yavor Baharov, Mary Stockely, Michael Dixon
Anno: 2013
Nazionalità: USA
Durata: 106 min. ca

La giovane e bella Katie vive a New York e vuole diventare modella, un giorno riceve una chiamata da uno studio fotografico che le propone di posare. Katie si reca all'appuntamento, ma una volta sul posto i fotografi iniziano a farle delle avance che lei rifiuta.
La notte successiva uno dei fotografi si reca nell'appartamento della ragazza e la stupra selvaggiamente poi chiama i suoi colleghi i quali sequestrano la ragazza e la portano in Bulgaria dove, anche li, sottopongono la poveretta a nuovi abusi e sevizie, ma la ragazza riesce a scappare e una volta salva pianifica ed esegue una spietata e truce vendetta verso i suoi aguzzini.


Quasi tutti adorano l'originale di Meir Zarchi, io invece, pur trovandolo un discreto film con una scena di stupro davvero disturbante, non ne vado matto, mentre ho trovato assai valido il remake di qualche anno fa diretto da Steven R. Monroe il quale oggi torna con il sequel e devo dire che riesce a tirare fuori un film veramente tosto, un "rape & revenge" come non se ne vedevano da tempo, migliore del primo e che colpisce allo stomaco con tanta forza da lasciare disorientati.
La prima parte, quella focalizzata sulle violenze perpetrate ai danni della ragazza è di una cattiveria incredibile, roba che rende il supplizio della protagonista del primo film una passeggiata nel parco.
Le angherie, gli abusi e le sevizie che la povera ragazza è costretta a subire causano nello spettatore un mix di emozioni tra le quali disgusto, nausea e soprattutto rabbia; insomma Monroe ci va giù pesante e non ci risparmia nulla, nulla è messo fuori campo, la violenza c'è e si vede in tutto il suo crudo realismo.
La prima parte è più lunga rispetto alla seconda e l'agonia della ragazza è talmente pesante che veramente si soffre assieme a lei e a questo proposito bisogna assolutamente rendere merito all'ottima performance della giovane protagonista, l'attrice è entrata perfettamente nella parte e ciò fa si che il suo dolore sia anche il nostro.
Poi si arriva alla seconda parte, quella della vendetta e anche qui non si scherza: la ragazza è giustamente spietata e sadica  e pianifica ed esegue il suo piano con minuziosa precisione massacrando atrocemente il gruppo di aguzzini nei modi più perversi e come per la parte dedicata allo stupro anche quella dedicata alla vendetta non lascia nulla all'immaginazione e quindi vai con primi piani di lame che squarciano la carne, testicoli schiacciati nella morsa (questa per noi maschietti è terribile, in confronto la castrazione di "Hostel parte II" è roba per bimbi dell'asilo) gente affogata nella tazza del cesso sporco di merda, insomma scene veramente rivoltanti e quindi mi sento in dovere di sconisgliare la visione di questo film ai deboli di stomaco, ma allo stesso tempo la consiglio a chi, come il sottoscritto, piace l'horror duro ed estremo, l'horror che non fa sconti perchè diciamocelo, tutti dicono quanto sia terrificante e scioccante la bimba che parla col fantasma ne "L'evocazione" e io invece dico che pur essendo quella una scena notevole dal punto di vista tecnico non sconvolge minimamente ne turba in alcun modo, mentre scene crude e piuttosto realistiche come quelle che si vedono nella pellicola di Monroe, in qualche modo, ti restano dentro.
Dal punto di vista della sceneggiatura c'è qualche buco non posso negarlo e forse il finale è un pochetto troppo sbrigativo e tirato per i capelli, ma a parte qualche difetto "I spit on your grave 2" è un film che merita senz'altro di essere visto, è un film che fa capire fino a che punto si può spingere la follia e la cattiveria umana, quindi ci troviamo davanti ad un film che non si dimentica tanto facilmente spero quindi che in Italia arrivi (per ora lo si trova solo in inglese coi sub ita), magari anche solo in home video come è stato per il precedente, se ciò accadrà di certo me lo rivedrò  molto volentieri.

venerdì 6 settembre 2013

Riddick

Titolo Originale: ID
Regia: David Twohy
Sceneggiatura: David Twohy
Produttori: Samantha Vincent, Vin Diesel, Ted Field
Interpreti: Vin Diesel, Jordi Mollà, Katee Sackhoff, Dave Bautista, Bokeem Woodbine, Raoul Trujillo
Anno: 2013
Nazionalità: USA, Regno Unito
Durata: 119 min. ca

Tradito dal suo popolo e abbandonato in un arido pianeta, il killer Riddick tenta di soppravvivere con ogni espediente fino a quando, improvvisamente, ben due squadre di mercenari arrivano nella landa desolata per catturarlo e ucciderlo.
Inizialmente lo scontro tra il killer e le due fazioni di cacciatori si fa molto cruento, ma successivamente Riddick e i mercenari devono unire le forze per affrontare una mostruosa e inarrestabile minaccia.
 
 
Bisogna subito dire un paio di cose: la prima è che questo terzo capitolo delle avventure dell'anti-eroe interpretato da un sempre valido Vin Diesel  è praticamente uguale al primo (che resta il migliore della saga) sia nelle atmosfere che proprio nella struttura narrativa; la seconda è che i primi 15 minuti del film sono veramente quanto di più ridicolo e improponibile ho visto negli ultimi mesi, veramente su un paio di scene (che non starò a spoilerare, chi vedrà capirà) mi sono chiesto se il film fosse veramente un Riddick o una parodia.
Messa così direi che suona male vero? Niente paura, dopo i primi 15 imbarazzanti minuti la storia entra più nel vivo e il film decolla, proponendo cose già viste eh, questo tocca dirlo, ma ciò che ci viene proposto è dannatamente divertente.
Diesel è perfetto (come sempre) nel ruolo del cupo protagonista che, dopo quel filmetto che era  "Cronichles of Riddick" nel quale il nostro sembrava aver perso gran parte del suo cinismo e della sua brutalità, riacquista, almeno in parte, quell'alone di cattiveria e rozzezza che lo aveva caratterizato nel primo, solo in parte però, perchè anche sta volta, qualche sviolinata la fa e già da quì si vede che il personaggio è diventato commerciale e quindi, anche se si tratta di un killer evaso bisogna comunque far vedere che sotto sotto la bontà e l'eroismo non mancano, cosa invece del tutto assente nel primo film dove il nostro protagonista non era cattivo come i mostri che popolavano il pianeta, ma era piuttosto vuoto, privo di sentimenti, rude e alquanto spietato, ma ciò accadeva perchè il primo film era ancora una piccola produzione, quindi libera dai dogmi della mecca Hollywoodiana.
Tornando al film in questione, il resto dei personaggi appare piuttosto stereotipato, ma comunque convincente (quel bestione di Bautista è veramente forte in questo film), tutti gli altri sono visti e stra visti: il viscido di turno, che in questo film è veramente un idiota, la bellona (manco tanto a dire il vero) tosta che spacca culi a destra e a manca, il ragazzino inutile dal cuore tenero e i soliti omaccioni brutti sporchi, sboccati e cattivi.
Apprezzabili i vari riferimenti ai primi due film, mostri ben realizzati e inquietanti anche se interamente creati in cg e una discreta dose di splatter e violenza cosa un pò ridotta nel primo film e quasi completamente assente nel secondo film.
Il finale forse è un tantino raffazzonato e sbrigativo, ma tuttosommato questa pellicola si lascia guardare molto volentieri anche se, come ho detto, il primo resta sicuramente il migliore, ma di certo questo numero 3 supera l'appena decente e bambinesco numero 2.
Ora restiamo in attesa di un quarto episodio che, stando alle parole di Vin Diesel e del regista David Twohy, vedremo molto presto.

PS: al cinema da me lo proiettavano (grazie al cielo) solo in 2d e consiglio a tutti di vederlo nel suddetto formato, credo che il 3d per questo film sia veramente una cosa inutile, come quasi sempre del resto.

giovedì 5 settembre 2013

Prima clip per Curse of Chucky



Non succede quasi nulla in questa clip, tuttavia si può respirare già un certo clima di suspance e di pericolo, con Chucky ancora apparentemente innocuo, ma già alquanto minaccioso ;-)

L'adrenalina per questo film sta aumentando in maniera esponenziale nel sottoscritto, così come sta aumentando l'odio e il disprezzo per la Universal Pictures italia che ancora non ha fatto sapere un cazzo sull'uscita del dvd (si pechè tanto col cazzo che lo fanno uscire al cinema, anche se nei due festival in cui è stato proiettato ha riscosso un enorme successo, ma la universal italia se ne è sempre fottuta altamente del cinema horror) dato che non esce al cinema che almeno si sbrighino a farlo uscire in dvd.

EDIT

Bellissimo aggiornamento, è di qualche minuto fa la news che la Universal Italia distribuirà a breve il film anche da noi, purtroppo però solo in home video, speravo che dato il successo che il film sta avendo alle anteprime, la universal poteva farlo uscire nelle sale, ma vabbè, è destino che io non mi veda mai quel bel faccione dai capelli rossi su grande schermo, amen.
Almeno tra non molto potrò stringere il dvd tra le mie braccia

venerdì 30 agosto 2013

Elysium

Titolo Originale: ID
Regia: Neill Blomkamp
Sceneggiatura: Neill Blomkamp
Produttore: Simon Kinberg
Interpreti: Matt Damon, Jodie Foster, Alice Braga, Sharlto Copley, Diego Luna
Anno: 2013
Nazionalità: USA
Durata: 109 min. ca

Anno 2154: la terra è ormai ridotta ad un cumulo di macerie radioattive e quasi tutta la poplazione vi è costretta a viverci in condizioni di assoluta povertà e degrado; solo i ricchi hanno abbandonato la terra per vivere su una lussuosa stazione spaziale chiamata Elysium, un luogo in cui regnano il lusso, la ricchezza e cure mediche all'avanguardia. Gli abitanti della terra cercano invano di raggiungere Elysium, ma il governo riesce sempre a reprimere con violenza i loro tentativi, solo un uomo, il coraggioso operaio Max, tenterà in tutti i modi di raggiungere la stazione spaziale per potersi curare da una grave malattia e per mettere finalmente la parola fine alla dittatura dei ricchi.
 
 
Se già con il validissimo "District 9" il sudafricano Neill Blomkamp aveva dimostrato il suo talento, con questa nuova favolosa pellicola non fa che confermarlo.
"Elysium" è, a detta di chi scrive, uno dei fanta/action più interessanti e affascinanti degli ultimi anni, sotto certi aspetti mi ha ricordato la fantascienza di Verhoeven.
La regia è perfetta, le scenografie e la fotografia trasmettono veramente un senso di angoscia e degrado, sentimenti che già erano assai presenti nella prima opera del regista, la storia è chiaramente una critica alla società moderna che (come sta accadendo anche nella realtà) rende privilegiati pochi, pochissimi fortunati e schiaccia il resto della popolazione creando un divario sempre più profondo tra chi ha tutto e chi non ha più nulla.
Mentre guardavo il film mi saliva una rabbia incredibile misto angoscia perchè vedere un'opera sostanzialmente di fantasia che però allo stesso tempo ti racconta una tremenda realtà, beh è veramente devastante, la scena iniziale nella fabbrica in cui si vedono gli operai trattati come cani dai capireparto mi ha fatto tornare alla mente quando anni fa lavoravo in fabbrica e posso garantire che ciò che si vede nel film non è diverso dalla realtà, ma questa è un'altra storia, torniamo al film che è meglio.
Blomkamp mette in scena perfettamente sia il degrado dei poveri nella terra che il lusso sfrenato dei ricchi su Elysium facendoti provare, per questi ultimi, un odio inimmaginabile.
I personaggi sono tutti azzeccati, dal bravo Matt Damon nei panni dell'anti-eroe maledetto, brutale, ma sotto sotto dal cuore tenero, dalla bella e coraggiosa Alice Braga fino al mitico Sharlto Copley, che ci offre un cattivo straordinario, un concentrato di pura ferocia e perversione, uno di quei personaggi talmente zozzi e laidi che ti disgustano, ma che allo stesso tempo non puoi non amarli per il fatto che sono fottutamente "cool".
L'unica che non mi è piaciuta è Jodie Foster, attrice che solitamente apprezzo, ma che in questo film non lascia minimamente il segno ed è stereotipata al massimo, la classica stronza snob di turno che per tutto il film non fa altro che dare ordini per poi uscire di scena in modo  un po troppo frettoloso, ecco con il suo personaggio, forse, potevano giocarsela meglio, ma il resto è perfetto.
Le scene action sono curatissime e raffinate nel loro essere brutali e caotiche e ultimo, ma non ultimo, il film è veramente molto violento e non ci vengono risparmiati pestaggi, multilazioni, accoltellamenti e persone che saltano in aria con tanto di budella e parti del corpo in bella mostra.
Nel film ovviamente non vi è un vero e proprio happy end e questo lo rende ancora più bello e realistico, di questi tempi dove imperversano porcate buoniste come l'orrido "Oblivium" non è poco.
Questo film può soddisfare tutti perchè funziona sia come film d'azione che come critica sociale, quindi ne consiglio caldamente la visione e nel frattempo resto in attesa del nuovo lavoro di Blomkamp, regista che sicuramente farà grandi cose.

giovedì 22 agosto 2013

L'Evocazione - The Conjuring

Titolo Originale: The Conjuring
Regia: James Wan
Sceneggiatura: Chad Hayes, Carey Hayes
Produttori: Rob Cowan, Tony DeRosa Grund, Peter Safran
Interpreti: Vera Farmiga, Patrick Wilson, Ron Livingston, Lili Taylor, Shanley Caswell, Joey King
Anno: 2013
Nazionalità: USA
Durata: 112 min. ca

Rhode Island, 1971: la famiglia Perron, composta da marito, moglie e cinque figlie, si stabilisce in una bella e spaziosa casa di campagna, ma proprio mentre i membri della ridente famigliola si stanno iniziando ad ambientare iniziano ad accadere strani fenomeni, fenomeni paranormali assai inquietanti.
Terrorizzati, i Perron decidono di rivolgersi ai coniugi Warren, due noti investigatori del paranormale i quali riveleranno alla famiglia che la loro casa è infestata da una oscura presenza demoniaca intenzionata a tormentarli ed infine ucciderli.
I Perron e i Warren uniranno le loro forze per cercare di sconfiggere questa presenza malvagia, ma non sarà facile.


Ammetto che fino all'ultimo sono stato assai scettico verso questo film, principalmente perchè il filone case infestate/fantasmi/possessioni ecc... non mi ha mai preso più di tanto (tranne rare eccezioni) inoltre sia "Dead Silence" che "Insidious", diretti appunto dal papà di Jigsaw, James Wan, non mi hanno detto granchè, quindi sono andato a vedere questo film non molto convinto e con qualche riserva, ma posso dire che questo "The Conjuring" non è affatto male, anche se trovo che in molti, forse troppi, lo stanno sopravvalutando.
Vediamo di esaminare i pro e i contro di codesta pellicola.
Dalla sua, il film vanta una messa in scena impeccabile, Wan ci sa davvero fare, l'uso della cinepresa, gli effetti sonori, il montaggio coinvolgente, insomma non ci troviamo davanti all'ennesima ghost story idiota e ridicola stile "The Grudge" o "Paranormal Activity", no, fortunatamente in cabina di regia c'è uno che ci sa fare e che conosce il linguaggio cinematografico alla perfezione.
Poi gli attori, gli attori sono veramente tutti molto bravi, in particolare i due investigatori dell'occulto, ovvero la sempre brava Vera Farmiga e il convincente Patrick Wilson (che Wan aveva già usato in "Insidious"), ma anche il resto del cast se la cava bene, ma la cosa più importante è che sebbene si tratti di una ghost story, genere che come ho detto, mi causa sempre più di uno sbadiglio, questa volta il ritmo c'è, la pellicola coinvolge lo spettatore, non lo spaventa, o almeno a me non ha spaventato, ma io non faccio testo, l'horror è la mia vita e i film del suddetto genere mi rilassano, però appunto, questa volta il tempo è volato e Wan è riuscito a mantenere in me l'interesse dalla prima all'ultima scena.
Arriviamo ora ai difetti, perchè questo film ne ha e tocca dirlo dato che molti ne parlano come di un capolavoro dell'horror, ma quale capolavoro....
Il film è veramente la fiera del già visto, i luoghi comuni e i clichè si sprecano: la solita porta che cigola nella notte, la bimbetta stronza che comunica con l'aldilà, la solita storia del fatto di sangue accaduto anni prima, i medium cazzuti che non sbagliano un colpo eccetera, ma la cosa che più mi ha fatto storcere il naso è il finale che è di un buonismo davvero fastidioso e da uno che mi ha fatto uno dei finali più belli e spietati della storia del cinema (quello di "Saw" appunto) proprio non me l'aspettavo, o meglio il lieto fino ci può anche stare, ma veramente Wan doveva giocarsela meglio, il modo in cui sconfiggono l'entità malefica è così scemo e smielato che manco negli spot del mulino bianco si potrebbe vedere.
Quindi che posso dire di questo film, mi è piaciuto? si, merita la visione, senza dubbio, però cerchiamo tutti (soprattutto quei dementi dei fan americani) di darci una ridimensionata perchè veramente non si può sentire parlare di questo film come di un cult, soprattutto perchè come ho detto, il film non offre nulla di nuovo, Wan il suo cult l'ha diretto nel 2004, con "Saw" non solo ha creato l'unica icona horror degna di nota degli anni 2000, ma col primo film ha messo in scena uno dei thriller/horror più belli, coraggiosi e innovativi degli ultimi anni, di certo ci ha regalato quello che tutt'oggi è uno di quei finali epici che può fare da concorrente a finali come quelli di "Seven", "Psycho" e "Scream", mentre con questa "Evocazione" ha messo in scena un film ben fatto, di notevole fattura, ma che a fine visione non è che lasci chissà che cosa.
Concludo dicendo al buon James che aspetto con curiosità il settimo "Fast & Furious" dato che proprio Wan ha dichiarato che non sarà una sboronata fighetto/patinata come i precedenti capitoli, ma un noir truce sulla vendetta carico di violenza e brutalità, quindi molto simile a quello che, a parer mio, è il secondo miglior film di Wan, "Death Sentence" e gli dico anche che coi fantasmi può anche chiudere ha fatto tre film, anzi quattro se si conta l'imminente "Insidious 2" del quale ammetto me ne frega meno di zero, perciò ti prego James, se dopo il settimo "Fast" tornerai all'horror rifammi una cosa come "Saw" e lascia i fantasmi formaggini a riposo.

lunedì 12 agosto 2013

Il Branco

Regia: Marco Risi
Sceneggiatura: Marco Risi, Andrea Carraro tratta dal suo romanzo
Produttori: Mario e Vittorio Cecchi Gori
Interpreti: Giampiero Lisarelli, Ricky Memphis, Luca Zingaretti, Giorgio Tirabassi, Tamara Simunovic
Anno: 1994
Nazionalità: Italia
Durata: 85 min. ca

Un gruppo di ragazzotti sbandati e annoiati della periferia di Roma decide di sequestrare due giovani autostoppiste tedesche per poi organizzarne e consumarne lo stupro collettivo, stupro che porta alla tragica morte di una delle due  povere sventurate.


Quando da ragazzino vidi questo film rimasi scioccato, ricordo bene che stetti male per più di un giorno perchè il termine "pugno nello stomaco" è adattissimo per questa ottima pellicola del talentuoso Marco Risi inoltre se si pensa che il tutto si ispira ad un fatto di cronaca il senso di disagio non può che crescere inesorabile, ma questo è un film che va assolutamente visto.
La messa in scena è ottima, Risi compie dei virtuosisimi con la cinepresa che oggi come oggi ce li sognamo nel cinema italiano, il cast è perfetto, i givanotti coatti e spietati sono rappresentati benissimo, tra di loro spiccano attori che oggi hanno raggiunto una certa fama tra tutti, Luca Zingaretti (il capo branco), Giorgio Tirabassi e Ricky Memphis, quest'ultimo che oggi siamo abituati a vedere sempre in ruoli dolci e buffi, in questo film interpreta, ottimamente, il membro più spietato del branco.
La cosa che colpisce di più in questo film è il fatto che per la prima volta la vicenda è vista e narrata dagli occhi dei carnefici e non delle vittime e questo lascia nello spettatore un profondo senso di disagio perchè se in altri film aventi per tema "lo stupro" la vicenda era raccontata dal punto di vista della vittima, e quindi il tutto pur sempre tristissimo era in qualche modo filtrato o comunque più "buonista" sta volta niente viene ammorbidito per farci dormire sonni tranquilli, sta volta noi, gli spettatori, siamo "il branco" vediamo e viviamo la vicenda con gli occhi degli aguzzini e ci rendiamo conto di quanto la cattiveria umana non abbia limiti dato che per questi ragazzi, la pietà, l'empatia e la moralità sono concetti alieni, per loro è un passatempo, un modo per trascorrere una serata tra amici e le due ragazze altro non sono che pezzi di carne da deflagrare e umiliare ed infine anche uccidere.
E' per queste ragioni, che all'epoca il film venne accusato (ingiustamente) di essere un film che simpatizzava per i delinquenti protagonisti, niente di più falso, come detto la storia è vista attraverso i loro occhi, ma mai, nemmeno per un momento si riesce a provare un minimo di simpatia per questi ragazzi, anzi, tutto quello che si prova nei loro confronti è solo rabbia, odio e disgusto.
Il film gioca molto sulle dinamiche del branco appunto, di quanto sia importante il senso di appartenenza per i membri di questa cerchia di animali, tanto da far venir fuori in loro il lato peggiore, anche il protagonista che sembra avere un minimo di pietà (è l'unico assieme ad un altro che non abusa delle ragazze) poi tira fuori l'idea di far violentare le ragazze da quasi tutto il paese col solo intento di "alzare qualche soldo".
Un'altra cosa che colpisce di questo film, è che la violenza è messa fuori campo, noi non vediamo mai lo stupro (tranne una brevissima scena), ma lo sentiamo, la cinepresa è ferma davanti alla baracca e da quest'ultima fuoriescono le grida disperate delle ragazze e le risate feroci e sadiche dei giovani criminali ed è questo che più sconvolge, non vediamo quello che succede, ma lo immaginiamo e questo, forse ci fa stare ancora più male.
Una scene esemplificativa è quella dell'inizio della violenza, quando la ragazza è a terra supplicante verso i suoi aguzzini e la cinepresa gira lentamente inquandrando in primo piano le facce dei ragazzi che guardano, senza alcuna pietà, quella che sarà la loro vittima.
Indubbiamente questo è un film che disturba, un film che non ha pietà ne un minimo senso di redenzione, il male e la ferocia padroneggiano senza rimorso, quindi una parte di pubblico preferisce fuggire davanti a questo film, ma io consiglio di armarsi di coraggio e vederlo, perchè è importante per capire i tempi in cui viviamo (il film è del 1994, ma le cose non sono poi tanto cambiate oggi) e per vedersi una vera e propria lezione di cinema di un autore forse troppo spesso sottovalutato.