giovedì 6 febbraio 2014

RoboCop

Titolo Originale: ID
Regia: Josè Padilha
Sceneggiatura: Joshua Zetumer, Edward  Neumeier, Michael Miner
Produttori: Marc Abraham, Eric Newman
Interpreti: Joel Kinnaman, Gary Oldman, Michael Keaton, Samuel L. Jackson, Abbie Cornish, Jackie Earl Haley, Jay Baruchel
Anno: 2014
Nazionalità: USA
Durata 118 min. ca

Detroit, anno 2028, la città è nel caos a casua della criminaltà, sempre più dilagante. L'agente di polizia Alex Murphy è un valoroso e incorruttibile poliziotto che cerca come può di contrastare l'avanzare del crimine, ma un giorno resta gravemente ferito in un attentato, a quel punto degli scenziati senza scrupoli decidono di trasformare lo sventurato agente in un super poliziotto robot, il quale si dimostrerà un arma indistruttibile contro la criminalità.


Lo ammetto, ero molto scettico nei confronti di questo film, non perchè fosse un remake, non sono uno di quelli che li odia e li stronca a priori, ma perchè dal trailer sembrava una cagata pazzesca e invece con mia sorpresa questa rilettura, perchè di rilettura si tratta non è un remake, del mito del poliziotto robot si è dimostrata gradevole tuttosommato.
Sia chiaro l'originale sta diverse spanne sopra e così il sequel (tranquilli, questo remake è però meglio del 3), ma la pellicola del brasiliano Padilha se la cava egregiamente, soprattutto per il fatto che, come ho detto, non è un vero remake bensì appunto, una rilettura del personaggio, che in questo film è molto diverso da quello del 1987, anche la storia si distanzia molto dall'originale, i personaggi, concettualmente, insomma è proprio un altro film.
Anche qui vi è una critica alla società, all'imperialismo americano e ad alcuni aspetti della scienza, ma se nel vecchio film il tutto aveva una valenza politica, non dimentichiamoci che erano gli anni di Reagan, quì sembra che si voglia attaccare direttamente la sete di potere, la contiuna ricerca del successo e della fama, emblematica è la figura del viscido personaggio interpretato da un sempre ottimo Michael Keaton o anche il gustoso cameo di Samuel L. Jackson.
Anche la figura stessa di RoboCop è diversa perchè in questo film è molto più umano, ha molti più sentimenti ed emozioni, anche da robot cerca di relazionarsi, di mantenere un rapporto con la moglie, una bellissima e anche piuttosto brava Abbie Cornish e con il figlioletto, mentre nell'originale una volta diventato macchina, Alex è appunto una macchina in tutto e per tutto, priva di emozioni o se ci sono si manifestano di rado e non so se questo sia una pecca o un pregio per questa nuova versione, di certo è qualcosa di diverso e quindi non una copia carbone.
Ad ogni modo i difetti non mancano a cominciare dalla mancanza di una sana dose di violenza e cattiveria che invece caratterizzava i primi due capitoli della saga, basti già vedere la morte di Murphy che nell'originale era atroce, mentre quì fa quasi ridere e poi le movenze di RoboCop che questa volta corre, salta in stile novello Iron Man troppo pacchiano, preferisco il RoboCop classico, lento e dalle movenze puramente da macchina e infine, quì mancano dei veri cattivi, in questa pellicola sono veramente dei due di coppe e dal carisma uguale a zero, peccato, dei cattivoni tosti avrebbero giovato maggiormente alla buona riuscita del film.
In conclusione quindi consiglio di vedere questa pellicola con aspettative moderate e senza fare troppi paragoni con il modello originale, se terrete a mente questi consigli potreste uscire dalla sala abbastanza soddisfatti e divertiti, per me è stato così e a mio modesto parere questo nuovo RoboCop la sufficenza la prende senza dubbio.

martedì 4 febbraio 2014

Grizzly - L'orso che uccide

Titolo Originale: Grizzly
Regia: William Girdler
Sceneggiatura: David Sheldon, Harvey Flaxman
Produttori: Harvey Flaxman, David Sheldon
Interpreti: Christopher George, Andrew Prine, Richard Jaeckel, Joan McCall, Joe Dorsey
Anno: 1976
Nazionalità: USA
Durata: 91 min. ca

In un parco nazionale vengono ritrovati i corpi martoriati di alcuni campeggiatori; il capo dei ranger, Michael Kelly e il suo amico scienziato naturalista Arthur Scott, scoprono che il responsabile di quelle morti è un enorme e ferocissimo orso Grizzly. Kelly, a quel punto, cerca di convincere il cinico supervisore del parco a chiudere alcune aree di quest'ultimo e di iniziare la caccia all'animale, ma il supervisore, interessato solo al danaro dei turisti, ignora il problema e vieta la chiusura del parco, l'orso intanto contiuna a miete vittime così Kelly e altri cacciatori si mettono sulle sue tracce per cercare di abbaterlo.


Tra i tanti sottogeneri del cinema horror, uno di quelli che preferisco è il filone dei "beast movie" o "eco-vengenace", ossia quei film che vedono protagonisti animali di ogni tipo che d'un tratto si incazzano e iniziano a massacrare gli esseri umani.
Questo filone è nato grazie a quel capolavoro assoluto che è "Lo Squalo" il quale oltre ai suoi noti sequel ha dato il via a diverse altre pellicole che trattano il tema dell'animale assassino, una di queste è "Grizzly", un film che vidi da bimbetto e del quale me ne innamorai subito.
Va detto fin dall'inizio che il film in questione è un b-movie a tutti gli effetti, di certo non può minimamente eguagliare la magnificenza del lavoro fatto dal grande Spielberg, ma va detto che questa sanguinosa avventura dell'orso killer risulta essere uno di quei film che ti fanno divertire come un matto e che si possono considerare, nonostante le loro pecche, dei bei film.
Senza dubbio questo film presenta diverse analogie con quello di Spielberg: invece dell'oceano, qui abbiamo i verdi boschi e le montange rocciose che pululano di turisti, anche qui il protagonista è un coraggioso poliziotto e il suo amico è un esperto di orsi buffo, all'apparenza imbranato, ma che in realtà ha cervello da vendere, un po come l'Hooper di Dreyfuss, poi anche qui c'è l'avido e viscido speculatore interessato solo al danaro e incurante della sicurezza dei turisti e ovviamente riluttante all'idea di chiudere il parco, mentre di la non volevano chiudere le spiagge e poi c'e' lui, il bestione, che non è un gigantesco pesce dai denti aguzzi, ma un enorme mammifero dagli artigli affilati.
Nonostante tutte queste somiglianze, forse un poco forzate, la pellicola di Girdler ha diverse frecce al suo arco in primis vanta delle scene di violenza piuttosto estreme infatti non ci vengono risparmiati arti mozzati, teste strappate, sangue a fiumi e perfino un bambino che viene dilaniato assieme alla madre, anche ne "Lo Squalo" moriva un bambino, però effettivamente la scena seppur forte era rapida e giocava tutto sul vedo/non vedo, quì invece la scena è esplicita e cruda al massimo e per un film di quarant'anni fa non è poco.
I personaggi sono simpatici, anche se un tantinello stereotipati, ma gli attori se la cavano bene, i bravi e compianti George e Jaeckel fanno bene il loro lavoro, in gambissima anche Andrew Prine, rivisto recentemente e con piacere ne "Le streghe di Salem" nei panni del Reverendo Hawthorne, ma ovviamente chi spacca di più è il bestione, il gigantesco orso fa una paura fottuta quando è in scena con quel suo ruggito e quel suo sgurado finto pacioccoso tipico degli orsi, ma in realtà feroce e cattivissimo ed ogni volta che arriva alle spalle di qualche povero sventurato, quei due o tre salti sulla sedia te li fa fare.
Insomma, non siamo davanti ad un capolavoro, ma di certo siamo davanti ad un film che, a suo modo, è diventato nel tempo un piccolo cult, io ci sono affezionato e per anni ho conservato la vhs nella quale lo avevo registrato su rete 4 (che bei ricordi) e qualche anno fa, quando la Quadrifoglio lo ha fatto uscire in dvd l'ho preso al volo, consiglio a coloro che magari non lo hanno ancora visto, di recuperarlo, perchè con tutti i suoi difetti questo "orso che uccide" merita di essere visto.

sabato 1 febbraio 2014

The Wolf of Wall Street

Titolo Originale: ID
Regia: Martin Scorsese
Sceneggiatura: Terence Winter tratta dal romanzo di Jordan Belfort
Produttori: Leonardo Di Caprio, Riza Aziz, Joey McFarland, Martin Scorsese, Emma Tillinger Koskoff
Interpreti: Leonardo Di Caprio, Jonah Hill, Margot Robbie, Matthew McConaughey, Kyle Chandler, Rob Reiner, Jon Bernthal
Anno: 2013
Nazionalità: USA
Durata: 180 min. ca

Jordan Belfort è un viscido squalo della finanza che ogni giorno guadagna milioni di dollari con la sua società finanziaria di Wall Street truffando i clienti.
Tra festini estremi a base di sesso e droga, Jordan costruisce in breve tempo un vero e proprio impero miliardario, ma un giorno l'FBI inizia ad indagare su di lui e le cose, per il ricco broker, iniziano a complicarsi gravemente.
 
 
Credo che questo sia il film più folle, sboccato, scorretto e irriverente che abbia mai visto e la cosa che lascia di stucco è che non è frutto di fantasia, ma è, ahimè, una storia vera.
Se c'è una cosa che odio profondamente è l'alta finanza, in particolare Wall Street, ovvero il luogo maledetto che ha portato il mondo intero dov'è ora: sull'orlo del baratro a causa di questa porca crisi economica, quindi vedere un film che mette a nudo tutto lo schifo, lo squallore e il viscidume di questo "settore" non poteva non piacermi, aggiungiamoci anche che il tutto ci è fornito dall'ormai infallibile e straordinario duo Scorsese/Di Caprio, beh il gioco è fatto.
Ancora una volta, ma non c'è ne è bisogno, Scorsese dimostra di essere ancora oggi, uno dei più grandi registi in circolazione e, ancora una volta, ma non c'è ne è bisogno, Di Caprio dimostra di essere uno dei più grandi attori in circolazione; credo che questa sia la sua miglior interpretazione, cioè il suo personaggio top, per me, resta Calvin Candie, ma obbiettivamente, questo folle e schifoso broker cocainomane è la performance del Leo che più di tutte le altre, lascia dannatamente il segno, se l'academy non gli darà l'oscar manco sto giro andrò personalmente a Los Angelese a picchiare gli ottusi membri della giuria. Ma torniamo al film.
Mi fanno ridere le stupide critiche di coloro che hanno detto che la pellicola esalta la figura di Belfort, beh la esalta così tanto che se mai dovessi trovarmelo davanti gli spaccherei la testa a sprangate e credo che lo scopo sia di Scorsese che del Leo fosse proprio questo, ovvero far vedere al pubblico fino a che punto il denaro e la sete di potere possono trasformare un essere umano in un puro concentrato di merda, giuro che alcune scene mi hanno fatto salire il nervoso a mille, pensare che in giro ci sono davvero persone così schifose, ebeti e dementi e che queste stesse persone navighino nell'oro è una cosa che mi da la nausea, ma allo stesso tempo, non posso negare che vedere la loro idiozia e la loro follia mi ha fatto anche divertire parecchio, si perchè alcune scene sono davvero esilaranti, esilaranti e tragiche allo stesso tempo appunto, altre sono davvero di una cattiveria disturbante (su tutte quella del pesce rosso) e il Leo rende sia il personaggio che l'ambiente che lo circonda così irreale e sopra le righe che a fine visione si resta disorientati.
Favolosi anche gli attori di contorno, da un grande Jonah Hill, che abbandonate finalmente quelle commediacce di merda dimostra di essere un attore coi controattributi, da un rozzissimo, ma simpaticissimo Rob Reiner ad una gnocca, ma anche talentuosa Margot Robbie.
Ah menzione a parte per il ganzissimo cameo di un sempre più sbalorditivo Matthew McConaughey.
Sulla regia, beh, c'è poco da dire, magistrale come sempre, anche se questa volta è schizzata, folle e drogata come i personaggi del film, che dire, Scorsese lascia sempre a bocca aperta.
Non so se questo sia uno dei suoi film migliori, come si dice in rete, forse no, cioè per me, pur essendo un gran film non arriva ai livelli di pellicole come "Casinò", "Cape Fear", "Taxi Driver" o "Quei bravi ragazzi", ma è indubbio che ci troviamo comunque difronte ad un signor film, forse un po' troppo lungo, magari ecco a voler essere pignoli, poteva durare quei 20, 25 minuti in meno, ma questi sono solo piccoli dettagli.
Come ho detto, questo è un gran bel film, con un grande attore protagonista, un film che diverte e sconvolge allo stesso tempo, un film che, insomma, deve essere visto, ma soprattutto capito.

mercoledì 29 gennaio 2014

The Counselor - Il procuratore

Titolo Originale: The Counselor
Regia: Ridley Scott
Sceneggiatura: Cormac McCarthy
Produttori: Ridley Scott, Paula Mae Schwartz, Steve Schwartz, Nick Wechsler
Interpreti: Michael Fassbender, Penelope Cruz, Cameron Diaz, Javier Bardem, Brad Pitt
Anno: 2013
Nazionalità: USA, Regno Unito
Durata: 117 min. ca

Un giovane e ambizioso procuratore si mette in affari con dei loschi trafficanti e finisce coinvolto in una sanguinosa faida per il controllo del traffico di stupefacenti.
Per il procuratore e per tutte le altre persone coinvolte è l'inizio di un incubo.
 
 
Aspettavo al varco questa nuova fatica di Ridley Scott, il quale doveva farsi perdonare quello scempio, aborto di "Prometheus", film che io considero un vero e proprio insulto alla stupenda saga di "Alien" e alla mitologia del suo mostruoso protagonista e ieri mentre, spaparanzato sul divano (non al cinema per fortuna) guradavo questa cagata immonda mi chiedevo tra me e me, "ma che cavolo è successo a Scott?".
Credo che questa domanda non avrà mai una risposta, per il momento posso solo dire che questo "Procuratore" è uno dei film più ridicoli e indecenti di questa stagione cinematografica, nonchè il peggior film di Scott.
Questa è una pellicola nella quale non funziona niente, ma per niente intendo niente, anche il cast, validissimo è usato male, gli attori sono spaesati, forse perchè anche loro sono imbarazzati dalla bruttezza del film, dai dialoghi inutili e patetici il chè è triste se si pensa che lo script (?) è stato curato da McCarthy, il quale come scrittore se la cava piuttosto bene, ma come sceneggiatore è un vero cane e in questo film pare abbia voluto fare il Tarantino di bassa lega con dialoghi lunghissimi, ma a differenza di quelli del Maestro Quentin, il quale fa sempre dei dialoghi il maggior punto di forza delle sue pellicole, questi sono insensati e a tratti comici involontari, così come sono comiche e ridicole alcune scene, su tutte quelle della Diaz che si scopa l'automobile di Bardem, da far cascare le braccia e non solo quelle.
La pellicola procede lentamente fino ad un finale monco e tirato per i capelli, ogni tanto c'è qualche scena di violenza efficace (una su tutte) ma non è abbastanza per sollevare il film da una disarmante mediocrità.
E' triste da dire, ma credo proprio che ormai Ridley Scott ce lo siamo giocato e questo lo si può notare anche dai suoi progetti futuri ovvero i sequel di "Prometheus" e "Blade Runner", mamma mia.
A causa di impegni lavorativi non ero riuscito ad andare a vedere questo film al cinema e ringrazio il fato perchè se avessi dovuto spendere 8 euri per sta mondezza credo che avrei fatto oscurare il cielo dalle bestemmie che avrei tirato.

domenica 19 gennaio 2014

Lo sguardo di Satana - Carrie

Titolo Originale: Carrie
Regia: Kimberly Peirce
Sceneggiatura: Lawrance D. Cohen, Roberto Aguirre Sacasa, tratta dal romanzo di Stephen King
Produttore: Kevin Misher
Interpreti: Chloe Grace Moretz, Julianne Moore, Gabriella Wilde, Judy Greer, Alex Russell, Zoe Belkin
Anno: 2013
Nazionalità: USA
Durata: 100 min. ca

Carrie White è una timida liceale oppressa da una fanatica madre bigotta e vessata giornalmente dai compagni di scuola. Un giorno la ragazza scopre di avere dei poteri telecinetici, poteri che deciderà di usare a suo favore per vendicarsi di tutti coloro che le hanno reso la vita un inferno.


Senza ombra di dubbio l'originale diretto da De Palma sta diverse spanne sopra, tuttavia non capisco tutto l'astio e le pesanti critiche che questa pellicola si è attirata addosso, a mio modesto parere ci troviamo davanti ad un buon remake che cerca di raccontare la medesima storia raccontata sulla carta dal mitico King e su pellicola da De Palma, attualizzando il tutto e lo fa con intelligenza apportando quelle piccole modifiche che, a mio modo di vedere ci stanno a pennello.
Il disagio della giovane Carrie, in questa nuova versione, viene reso ancora più opprimente dal momento che le perfide compagne di scuola usano l'arma di internet per umiliare la povera ragazza, il rapporto con la madre fanatica è alquanto disturbante e lo spettatore stesso si sente oppresso e in trappola.
Una differenza sostanziale tra questa versione e l'originale è che Carrie, pur timida e impaurita, riesce comunque a tenere testa alla crudele matriarca, il che come scelta è azzeccata essendo il film ambientato al giorno d'oggi e non 30 anni fa; oggi anche la più timida e indifesa delle ragazze avrebbe comunque più coraggio e se vogliamo sfrontatezza davanti ai divieti di un genitore.
Anche la scena iniziale del parto mi è piaciuta assai poi ovviamente i difetti non mancano a cominciare dall'impronta un po troppo "teen" che la Peirce conferisce alla pellicola rendendola appunto inferiore a quella originale, la quale, pur avendo ugualmente come protagonisti dei teen agers riusciva comunque a restare un tipo di horror adulto e indirizzato esclusivamente ad un pubblico appunto adulto e non adolescente.
Va però detto che almeno sul cast, le due pellicole lottano ad armi pari perchè se prima avevamo le brave Piper Laurie e Sissy Spacek, ora abbiamo le altrettanto grandi Julianne Moore, inquietante, folle e perfettamente adatta al ruolo della madre e la giovane ma già talentuosissima Mortez, che abbanondati i panni di Hit Girl regala una performance di tutto rispetto interpretanto benissimo la fragile, ma pericolosa Carrie, quindi sotto questo punto di vista non c'è che da restare soddisfatti.
In conclusione, posso anche essere d'accordo con chi dice che questo film sia inutile, ma almeno è un inutile ben fatto e ben curato, ad esempio prima del film hanno passato il trailer del remake di "Robocop" e quello si, che almeno a naso sembra essere davvero un filmaccio, mentre questa nuova versione del romanzo del Re io, personalmente, l'ho trovata piacevole. 

giovedì 16 gennaio 2014

Maniac

Titolo Originale: ID
Regia: Franck Khalfoun
Sceneggiatura: Alexandre Aja, Gregory Levasseur
Produttori: William Lustig, Alexandre Aja, Thomas Langmann
Interpreti: Elijah Wood, Nora Arnezeder, America Olivo, Bryan Lugo, Megan Duffy
Anno: 2012
Nazionalità; Francia, USA
Durata: 89 min. ca

Frank è un giovane che lavora in un negozio di manichini, ma in realtà è uno spietato serial killer che uccide e scotenna giovani donne. Un giorno incontra la dolce Anna e se ne innamora subito, cercando di reprimere i suoi perversi e folli istinti, Frank inizierà a frequentare la ragazza, ma la sua natura di sadico assassino prenderà il sopravvento.


Visto che è di qualche giorno fa la notizia che il suddetto film arriverà in Italia ad aprile, distribuito dalla Movie Inspired, ma solo per il mercato home video (soliti distributori italiani del cazzo) ho deciso intanto di recuperare la versione subbata perchè ero veramente molto curioso di visionare questa pellicola e ora che finalmente l'ho fatto posso dire che appena uscirà il dvd lo agguanterò al volo perchè le mie buone impressioni hanno trovato conferma, questo remake è una bomba e, a parer mio, nettamente superiore all'originale, il quale non era brutto, ma nemmeno lasciava il segno, diciamo che è un film che ho sempre ritenuto sopravvalutato.
Questa nuova versione è meglio in tutto: per cominciare la scelta del protagonista, se prima avevamo il bravo e compianto Joe Spinnell, ora il folle Frank è impersonato dall'ex Frodo Elijah Wood, il quale fa un lavoro a dir poco superlativo, risultando assai più inquietante, ma soprattutto più complesso del Frank originale soprattutto perchè quest'ultimo era palese e forse anche più banale dato che Spinnell era il classico omaccione brutto, sporco e peloso, per carità era azzeccato, ma ho trovato geniale mettere Wood che è l'esatto opposto, piccoletto, pulito e dal viso angelico, un viso che tuttavia inquieta moltissimo, quello sguardo, quegli occhi azzuri spenti nei quali brilla la luce della follia, insomma tutte caratteristiche che rendono questo Frank molto più accattivante.
Altra cosa molto interessante è la tecnica con cui il film è stato girato, ovvero tutto (o quasi) in prima persona, tutto con gli occhi folli di Frank, noi spettatori siamo lui, vediamo ciò che vede lui, assaporiamo l'odore del sangue e fissiamo gli occhi terrorizzati della vittima, perchè noi siamo Frank, questo aspetto è veramente gagliardo.
Sono pochissime le scene in cui la cinepresa riprende Frank, solo in un paio di omicidi e nelle poche scene in cui il protagonista è "felice" quindi nelle scene in cui è in compagnia della dolce Anna, l'unica che riesce a dare felicità e tranquillità al tormentato killer, si perchè questo Frank è l'emblema del mostro/vittima, si ha paura di lui, si prova repulsione, ma allo stesso tempo si prova una grande tristezza, si nota come questa persona tenti disperatamente di non essere malvagio, tentativi inutili perchè i traumi subiti nell'infanzia hanno trasformato irrimediabilmente Frank nel mostro che è ora, i flashback con la madre prostituta sono davvero un pugno allo stomaco, così come le scene degli omicidi, davvero crudi e ultra splatter.
Il finale è enigmatico, ma molto affascinante nella sua brutalità e l'ultima inquadratura prima dei titoli di coda non chiarisce nulla, si  resta col dubbio, io almeno sono rimasto col dubbio, ma va bene così, gli spiegoni non sempre sono necessari.
La sceneggiatura è curata dal duo Aja/Levasseur mentre la regia è affidata al promettente Franck Khalfoun, regista da me molto apprezzato per il sottovalutato ed efficace "-2 livello del terrore", che con questo film dimostra ancora una volta di saperci fare eccome, infatti attendo fiducioso altri suoi lavori.
In conclusione mi sento di mandare a fare in culo, come al solito, i nostri distributori che fanno arrivare con due anni di ritardo e solo in home video un gioiello come questo e mi sento di consigliare caldamente la visione a chi ancora non avesse visto questo gran bel film che dimostra, ancora una volta, che non sempre i remake sono inferiori all'originale.

giovedì 2 gennaio 2014

Classe 1999

Titolo Originale: Class of 1999
Regia: Mark L. Lester
Sceneggiatura: Mark L. Lester, C. Courtney Joyner
Produttore: Mark L. Lester
Interpreti: Bradley Gregg, Traci Lin, Stacy Keach, Malcolm McDowell, Pam Grier, John P. Ryan, Patrick Kilpatrick, Joshua Miller
Anno: 1990
Nazionalità: USA
Durata: 99 min. ca

Seattle 1999, la città è ormai una zona di guerra e le strade sono un dominion incontrastato di violentissime bande di giovani criminali i quali hanno trasformato la scuola in un campo di battaglia, il preside Langford decide così di ricorrere ad estremi rimedi e si rivolge ad un losco scienziato il quale gli programma tre cyborg dall'aspetto umano per andare ad insegnare nella scuola e al tempo stesso tenere a bada i giovani criminali. All'inizio tutto sembra andare bene, ma poi i tre robot vanno in corto circuito e iniziano ad ammazzare studenti a caso.


Ho deciso di iniziare il nuovo hanno con la recensione di un cult della mia infanzia.
Credo che tutti quelli della mia età abbiano visto questo grande film, io lo scoprii in videoteca e me ne innamorai subito ed è uno di quei film che fanno riaffiorare in me tanti ricordi è uno di quei film con gli effetti speciali plasticoni e in stop motion che fanno mangiare la polvere a quella merda del digitale ed è, a parer mio, uno dei migliori film sui cyborg dopo Terminator.
Reduce dal successo del divertente "Commando", Mark L. Lester, regista ormai perso negli z movie più aberranti, ci regala un piccolo cult carico di adrenalina e violenza inarrestabile, ma anche di personaggi davvero ganzi, su tutti il giovane protagonista Cody (quel Bradley Gregg che qualche anno prima era stato affettato da Freddy nel mitico "Nightmare 3") ex delinquente che cerca di rigare dritto, ma che viene travolto prima dalla violenza e dal dregado dei suoi compagni e dei suoi due fratelli, ancora invischiati nel mondo della droga e della delinquenza e poi dalla ferocia dei tre spietati Cyborg, ma anche i personaggi di contorno sono ottimi, sia gli amici sbandati di Cody che i tre robot assassini impersonati dal mastodontico Kilpatrick, dal compianto Ryan e dalla mitica Pam "Jackie Brown" Grier, per non parlare dei due "anziani" della situazione ovvero un luciferino Stacy Keach e un attempato, ma sempre superlativo Malcolm McDowell.
Dal punto di vista dell'azione il film è girato da Dio, le sequenze degli inseguimenti e delle sparatorie tra gang sono l'orgasmo di ogni amante dell'action e per quanto concerne la violenza, beh c'è davvero di che gioire soprattutto nell'ultima mezz'ora finale, dove il film da sci-fi/action assume anche qualche tinta horror (il chè non può che essere un punto a suo favore), principalmente nelle scene in cui i tre robot si manifestano in tutta la loro "bellezza" e ferocia.
Il film è un b-movie? Si, senza dubbio, ma quel tipo di b-movie, talmente genuino, volutamente rozzo e a modo sue geniale, che si trasforma in un grande film, un film che forse all'uscita non venne apprezzato del tutto, ma che col passare del tempo è diventato un punto di riferimento per tutti i cazzoni amanti delle tamarrate come il sottoscritto.
Oggi purtroppo non si fanno più film così, se fosse stato fatto oggi sarebbe stato molto più corretto, patinato e pieno di merdosissima cg e quando penso a pellicole come questa di Lester mi scende sempre una lacrimuccia perchè non posso non pensare alla mia infanzia e a quanto mi divertivo con film come questo.
Avevo la vhs e sono anni che aspetto che venga rifatta una versione dvd decente, si perchè dovete sapere che i nostri distributori hanno avuto la "splendida" idea di editare il dvd con un nuovo aberrante doppiaggio, ma io mi chiedo perchè sono così idioti?
Se un domani qualche anima pia tipo la Pulp Video lo acquisterà e lo farà uscire con l'audio originale lo comprerò al volo, altrimenti lo manterrò vivo nella mia mente tramite quella cosa bella, ma anche triste, che sono i ricordi.